I PALADINI DELL’ARTE IN TV

Se col rientro dalle vacanze improvvisamente non avete più tanto tempo per i musei, cosa c’è di meglio di una serata trascorsa sul divano a guardare il top della televisione per l’arte e la cultura? Per questo motivo abbiamo creato una piccola lista di personaggi televisivi da tenere a mente, in modo da darvi qualche suggerimento sui programmi che riteniamo più esaustivi e interessanti. Alcuni di questi programmi vanno in onda in orari un po’ strani. Ma per fortuna oggi abbiamo a disposizione molte repliche… Per questo motivo, gli orari spesso possono differire da quelli riportati in questo articolo. Per non perdere gli appuntamenti con i paladini dell’arte, vi consigliamo di consultare direttamente il sito ufficiale delle rispettive emittenti.

SIMON SCHAMA E IL POTERE DELL’ARTE

Tutti i grandi della pittura in un unico speciale contenitore. Van Gogh, Rothko, Turner, Caravaggio, David. Simon Schama, storico dell’arte e professore universitario alla Columbia University, ci racconta con una scelta azzeccata e personalissima l’origine di alcuni dei grandi capolavori della pittura. Artisti rivoluzionari e tempestosi, che in comune hanno certamente il fatto di aver scalfito indelebilmente il frammento d’epoca in cui vivevano. Schama parte da un dettaglio apparentemente invisibile, e mette in piedi una puntata fatta di piccole osservazioni e ornamenti rivolti a mettere insieme in un unico grande puzzle la grandezza degli autori trattati, concentrandosi sulla loro opera. Gli autori che amiamo di più forse, come non li abbiamo mai visti. Rai 5, il mercoledì alle ore 19:20.

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Simon Schama | Fonte: Rai Play

I TESORI DI ALASTAIR SOOKE

Questo programma è tra i più intercettati dagli insonni, infatti va spesso in onda nelle ore più piccole, ma sono previste molte repliche delle puntate i giorni successivi alla messa in onda. La sua breve serie di appuntamenti tratta i tesori dell’Antica Roma, dell’Antica Grecia e dell’Antico Egitto. Alastair Sooke è assolutamente magnetico. Inglese, critico d’arte classe 1981. Il suo programma ha un taglio fresco, dinamico e accattivante; certamente saprà coinvolgere anche gli spettatori meno attenti. Su Rai 5, in replica il lunedì mattina alle 8:50.

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Simon Alastair Sook | Fonte: Telegraph

ALBERTO ANGELA, ULISSE IL PIACERE DELLA SCOPERTA

In onda il sabato alle 21:10 su Rai 3. Non ha certo bisogno di presentazioni il grande Alberto Angela, a cui dobbiamo non solo il livello alto dei programmi proposti, ma anche la massiccia opera di valorizzazione culturale promossa nel nostro Paese. Grazie al suo programma riusciamo a farci largo nei luoghi solitamente inaccessibili, come i depositi dei Musei Capitolini. Il conduttore ci porta con garbo a ripercorrere le tappe storico-artistiche del nostro Paese. Non si tratta di semplici puntate televisive di un programma indubbiamente ben fatto, ma di veri e propri viaggi indimenticabili nell’arte, in grado di accendere mille lampadine nella mente degli spettatori.

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Alberto Angela | Fonte: TvBlog

VIAGGIARE ATTRAVERSO IL TEMPO, CON TRANS EUROPE EXPRESS DI MICHAEL PORTILLO

Un programma certamente originale, che sfrutta il viaggio per parlarci di arte, cultura e società… Sfruttando una guida turistica pubblicata nel 1913! Michael Portillo – alla sua quinta stagione per la Bbc e da noi diffuso grazie a Rai 5 – segue scrupolosamente gli itinerari tracciati dalla guida Bradshaw’s Continental Railway Guide. Grazie a questa trovata originale – e certamente vicina al gusto vintage in forte aumento – ci porta rigorosamente in treno ad attraversare tutta l’Europa alla scoperta della gastronomia, dell’arte e delle sue tante architetture dagli stili più disparati. Il suo atteggiamento è coinvolgente, appassionato e curioso. L’idea sembra essere quella di scoprire l’Europa assieme agli spettatori, e non prima di loro. Sei episodi a stagione, tutti davvero entusiasmanti. Rai 5, il venerdì alle 20:15, ma con molte repliche notturne e mattutine.

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Michael Portillo | Fonte: Bbc.co.uk

 

A LEZIONE DI STORIA DELL’ARTE CON ANTONIO PAOLUCCI

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Antonio Paolucci | Fonte: Radio InBlu

 

Museo Italia in onda il venerdì su Rai 5 alle 22:20, in compagnia dello storico dell’arte Antonio Paolucci che ci accompagna in visita nei musei più belli della nostra Italia. Un programma il cui scopo non è meramente l’intrattenimento televisivo, ma la possibilità di fare vera e propria didattica dell’arte attraverso uno dei canali preferiti dai telespettatori. Portare non un’aula a casa degli italiani, bensì una vera e propria lezione nei luoghi dell’arte. Il taglio è decisamente accademico, e di altissimo livello. Una nota di merito va anche alla musica che ci accompagna durante le visite: sempre straordinaria.

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L’arte è per tutti?

L’arte non è solo comprensione dei contenuti e analisi storica, ma anche sentimento. Le sensazioni legate all’apprezzamento della forma, per esempio, o all’empatia generata nel fruitore per i temi affrontati, o più semplicemente il senso di elevazione provocato dall’aver visto qualcosa che ci ha arricchiti intellettualmente, sono condizioni favorevoli per accrescere il nostro “sentimento d’arte” . Sentimento e empatia sono caratteristiche innate del genere umano, quindi mi sembra assodato che: sì, l’arte è senza dubbio per tutti. O meglio: a disposizione di tutti. Ma le strade che portano a vivere pienamente l’esperienza d’arte, sono tante. Sentirsi espulsi a priori da un ambito che – anche a causa di certi intellettualismi forzati di artisti che non mirano tanto alla comunicazione, quanto all’autoaffermazione – può provocare nell’utente un certo fastidio, lieve ma costante. Ma se ci troviamo in conflitto con l’arte, possiamo indagare un po’ la natura del problema, invece che restare in una perenne condizione di reticenza. Forse siamo in conflitto con gli artisti? E’ un problema di linguaggio visivo? Ci infastidisce che l’artista spesso voglia SOLO infastidirci?

L’arte e i suoi artisti, non devono piacerci per forza. Non siamo necessariamente persone migliori se conosciamo tutto di questo ambito. Ci sono stati tanti artisti che assumevano comportamenti deprecabili. Eppure erano in qualche modo ambasciatori della cultura. Ci sono tante cose da conoscere in effetti, e – come diceva il mio grandissimo professore di italiano al liceo: “Al mondo TUTTO è arte. O almeno tutte le cose più belle lo sono. Tutte le cose più noiose al mondo, per fortuna poche, sono quelle non legate all’arte. La musica è arte. Creare una sedia è arte. Intrecciare un cestino di vimini, è arte. La progettazione, è arte. Se al mondo non ci fosse arte, cosa ci resterebbe? La politica, l’economia, e poche altre cose. Ma comunque, anche in questi ambiti l’approccio potrebbe essere creativo”.

Diciamo che l’arte è di tutti, o almeno di chi la vuole. Per sapere se la “vogliamo” occorre però conoscere un pochino i suoi strumenti di lettura per non giudicare a priori.

Documentarsi un po’.

In primo luogo, sapere perché Manzoni faceva i propri bisogni nei barattoli, è un ottimo inizio. Se la prendono sempre tutti con lui, con Fontana e Duchamp, poverini! Pensate che ancora oggi quando i non addetti ai lavori contestano degli aspetti dell’arte, citano sempre la triade Duchamp-Manzoni-Fontana: NOME e COGNOME, pensate! Pensate alla forza della loro opera, e della loro eredità: non conoscono l’arte, ma questi tre… Ah se li conoscono. Appuntiamo subito una cosa: bisogna prima di tutto CONTESTUALIZZARE L’OPERA. Oggi – ma soltanto oggi – un’operazione come quella di Manzoni farebbe ridere chiunque, forse. Ma non possiamo affrontarla come un’opera sfornata nel 2017, perché si tratta di un’opera realizzata nel 1961. Già questo cambia tutto. Cambia tutto perché non avevamo ancora visto nulla, invece oggi siamo abituati a tutto. Ma se pensiamo che si tratta di una serie di 90 barattoli etichettati, numerati e firmati (una tiratura limitata firmata dall’artista), questo discorso torna ad essere incredibilmente attuale. Inoltre, sapere anche che il linguaggio dell’arte cambia negli anni con i nuovi apporti tecnologici, i nuovi materiali, ma anche i cambiamenti sociali è un punto importante da fissare. L’arte dell’ultimo secolo ha investito tanti nuovi linguaggi: è divenuta performace, installazioni site-specific, interventi d’arte, video arte, street-art e digital-art. Se l’ambito è sempre più vasto, bisogna anche dire che ce n’è per tutti i gusti. Scoprire cosa ci interessa e documentarci su quello, è un approccio sensato e riduce il senso di frustrazione legato al pensiero: “Quanta roba non so da dove iniziare”.

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Piero Manzoni

Sapersi orientare.

Orientiamoci quindi a quello che ci piace. Non importa (almeno all’inizio) avere conoscenze approfondite. Siamo capaci di provare una sensazione, no? Almeno la maggior parte degli individui lo sono 🙂 Mi piace o non mi piace, va anche bene. Se innesca un meccanismo di curiosità costruttiva, per cui iniziamo a fare un po’ di ricerca. E’ interessante fare questo percorso perché indica tante cose anche di noi, del perché ci piace quel genere o quell’artista. Perché siamo vicini a un tema piuttosto che a un altro? Perché ci rendiamo spesso conto che tutto quello che ci piace di più ha determinate caratteristiche? Come vedete non serve una laurea. Basta esser curiosi di noi stessi e ricettivi del mondo che ci circonda.

Trovare la nostra strada.

Ovvero la strada che ci porta al mondo dell’arte. Siamo artisti? Siamo mediatori d’arte (curatori, critici, galleristi)? Siamo collezionisti? Siamo fruitori appassionati? Spesso non abbiamo ancora individuato il modo giusto in cui approcciare a questo ambito. Molte persone si appassionano a un genere, a un’epoca, e poi intraprendono un percorso di studio attento e di giovane collezionismo. Al punto che questo aspetto diventa un percorso irrinunciabile nella bellezza, se per caso non si è soddisfatti del proprio lavoro. L’arte, è anche un investimento. Siamo appassionati di economia? Forse è quello il nostro approccio.

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Lucio Fontana

Ma riguardo all’astenersi dal mondo dell’arte, occorre anche fare presente un aspetto importante. La resistenza dei fruitori, a volte è mossa da un sentimento di giudizio nei confronti degli artisti. Questo succede perché in questo ambito, come in tanti altri, esistono i furbetti. Possiamo dire che l’artista (quello vero) è un ambasciatore di cultura, propone cambiamenti, sviluppa nel fruitore senso critico correlatamente ai fatti consistenti del mondo. Spesso in Italia l’artista viene considerato un perditempo di buona famiglia, ma generalmente non è così: solo alcuni artisti lo sono. In linea generale, senza che questo assuma l’intransigenza di una regola: diffidate dagli artisti che non sanno o non vogliono parlare del proprio lavoro. Dagli artisti sforna-opere. Dagli artisti che non conoscono il lavoro degli altri artisti. Dagli artisti onnipresenti in cerca di visibilità. Dagli artisti che spettacolarizzano la propria presenza nei posti, anche non legati all’arte (il cliché dell’ubriacone, del ritardatario, del vestito male o in modo eccentrico). Dagli artisti che supervalutano le proprie opere indipendentemente dal coefficiente di vendita. Dagli artisti incapaci di profondità autentica in un confronto di qualsiasi genere. Dagli artisti che copiano meramente il lavoro di altri artisti, precedenti o loro contemporanei (documentarsi è importante!). Perché anche tutti loro, alimentano il pregiudizio di molti su un ambito che sarebbe di per sé meraviglioso. E per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno.

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