Si può essere artistici anche se si disegna male?

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In foto due disegni dello stesso autore a distanza di tre anni (Vincent Van Gogh)

Ci fate questa domanda che merita un approfondimento. Come prima risposta direi assolutamente di si: il mondo è pieno di artisti che non sanno di esserlo, semplicemente perché non vivono convenzionalmente, oppure trovano strategie creative per riparare qualcosa, o mostrano delle caratteristiche particolari di libertà nei processi di pensiero o di innovazione attraverso l’utilizzo di elementi già esistenti per creare qualcosa di nuovo, che a tutti gli effetti il loro può essere definito un approccio “artistico” alla vita.

In secondo luogo, il disegno va considerato come un processo di pensiero non verbale, dunque è a tutti gli effetti un modo per incrementare la nostra riflessione quotidiana. Naturalmente noi non impariamo a leggere e scrivere perché nella vita dobbiamo diventare poeti e filosofi, ma per far si che il nostro pensiero possa evolversi, aiutandoci a elaborare idee nostre, a comprendere gli altri e gli eventi in generale e a fare una lettura più oggettiva possibile della realtà attraverso i dati che abbiamo accumulato.

Dunque potremmo dire che il disegno è una pratica sicuramente fondamentale per chiunque volesse intraprendere un percorso creativo, che necessita continuamente di elaborazioni nuove degli stessi dati e di associazioni di pensiero inusuali e innovativi. Aggiungo anche se è superfluo dirlo, che ci sono a mio avviso, artisti per i quali saper disegnare è una conditio sine qua non, come ad esempio gli artisti visivi, i designer, i fotografi o i registi: credo che chi lavori con le immagini in generale, non possa essere esonerato dal saper disegnare, perché il fondamento stesso della loro arte è la visione, e niente come il disegno ci insegna a vedere.

Detto questo, anche disegnare bene o male sono concetti relativi, ecco perché spesso sentiamo esclamare dai non addetti ai lavori:“Potevo farlo anch’io!”, davanti a un’opera che non comprendono (o rifiutano di comprendere) e che ai loro occhi sembra addirittura una presa per i fondelli.

Ma se mi guardo indietro, penso a quante volte ho esclamato:“Mio padre è un artista”, semplicemente davanti a una riparazione geniale che ha eseguito egregiamente con quello che aveva in casa, o a quel modo così particolare di quegli amici di famiglia di sistemare le pentole tutte insieme con un laccio, così non occupano spazio nelle mensole e decorano la cucina. O a mia sorella, che sa disegnare e ci tiene a continuare a definirsi fotografa e non artista, e poi con un sistema geniale di lenzuola bagnate orientate nella giusta direzione, salvò me e mia cugina dalla mortale canicola parigina del 2003, in quella tremenda mansarda nel Marais. MacGyver è un artista, secondo me. Diciamolo meglio: applica strategie ed elaborazioni di pensiero creative, che sono tipiche degli artisti.

In ultimo, possiamo addirittura affermare che non tutti quelli che disegnano bene sono artisti, o vivono artisticamente, dunque il vivere artisticamente di per sé non è legato direttamente al disegno: questo mi porta a rispondere ciò che ho detto all’inizio, ossia si: sebbene da parte mia sia vivamente consigliato imparare a disegnare per appropriarsi di nuove forme di pensiero, c’è allo stesso tempo un modo per vivere artisticamente la vita, che non dipende esclusivamente dalle nostre abilità nel disegnare.

Buona vita artistica!

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