Buon compleanno, Giorgio Morandi!

Il 20 Luglio del 1890 nasceva a Bologna l’artista Giorgio Morandi. Noi di 24H Drawing Lab gli rendiamo omaggio con una selezione di nature morte realizzate dai nostri studenti! Buon compleanno, Morandi!

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A COSA SERVE DISEGNARE LA NATURA MORTA

Michelangelo_Caravaggio_019

Caravaggio – Canestra di frutta

1952

Giorgio Morandi – Natura morta, 1952

Ve lo sarete chiesto in tanti: devo proprio disegnare nature morte per diventare un bravo disegnatore?

Ebbene… Questo particolare soggetto – che in fotografia è più noto come still life – per molti non è certo il più divertente degli esercizi legati al disegno o alla pittura. Sebbene in arte ci siano state grossissime rappresentazioni legate alla natura morta, diverse per epoca e stile (pensiamo alle nature morte di Caravaggio o a quelle di Morandi per esempio, nelle foto qui sopra), ad oggi ancora in molti definiscono questo soggetto “complesso, noioso da realizzare e banale nel risultato”.

Ma in realtà – lo diciamo anche al corso – si tratta di un allenamento specifico e molto molto utile. Vediamo perché.

Ogni musicista ha le sue scale, talvolta belle nella sequenza di suoni. Altre volte, sono particolarmente “ripide” e difficili da digerire sotto un profilo acustico. Come ogni professionista quindi, il disegnatore ha (o dovrebbe avere) a che fare con il suo esercizio quotidiano da far rientrare nel suo allenamento al fine di sentirsi sempre più sicuro, e proporre eventualmente i  propri lavori.

La natura morta ci aiuta perché:

  • Alleniamo la nostra sensibilità tonale, andando a fare un grosso lavoro di recupero delle informazioni legate ai grigi di un soggetto (indispensabili per chi disegna a matita o a carboncino).
  • Affiniamo la nostra tecnica legata alla realizzazione del chiaroscuro. Diventiamo sempre più padroni della nostra pressione manuale e i risultati saranno evidenti, spesso in tempi brevissimi.
  • Ci consente di lavorare in maniera specifica sulle differenti superfici di cui sono composti i nostri soggetti. Naturalmente la superficie di una pera non riflette la luce allo stesso modo di un vaso in ceramica. La natura morta ci aiuta a studiare le caratteristiche di tutti i materiali e diventare sempre più specifici nella loro realizzazione. Potete addirittura tenere un diario di materiali già affrontati, e vedrete che sarà molto affascinante notare i vostri perfezionamenti e le diversità di realizzazione.
  • Ci allena a misurare a distanza!
  • Ci allena ad avere a che fare con soggetti verticali o orizzontali, orientando sempre in maniera opportuna i nostri fogli.
  • Può, ovviamente, essere composta di oggetti che amate particolarmente: un frutto che vi piace, lo strumento che suonate, la vostra macchina fotografica o il regalo del compleanno che avete amato di più. Questo vi permetterà di mantenere alta la concentrazione.

Al corso approfondiamo sempre molto questo soggetto, che è una vera opportunità di studio e allenamento per disegnatori neofiti e professionisti. Ma intanto, ricordate una cosa importantissima: anche una natura morta può diventare un vostro spazio creativo. Pensate ai contenuti filosofici che hanno raccontato le nature morte di Giorgio Morandi, il quale attraverso oggetti estremamente usuali – in particolar modo bottiglie – era in grado di raccontare la SUA visione, ovvero una realtà poetica e surreale altrimenti invisibile.

Che altro dire cari disegnatori…. Una mela al giorno………… 🙂