Le forme, le masse, il colore.

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John Ruskin, Velvet crab, 1871

Articolo tratto da John Ruskin, Gli Elementi del Disegno. Ed. Adelphi, pagine 74-75

“Per risparmiarti non poche delusioni, tieni sempre a mente quello che ho ripetuto tante volte, vale a dire che se qualcosa riesce male, quasi di sicuro è per mancanza di finezza, non di forza, e richiede di essere amalgamato, non alterato. Se non sei soddisfatto dell’aspetto del tuo disegno, non spazientirti: non devi aggredirlo, né modificare l’impianto generale, né cancellare furiosamente la parte che ti sembra sbagliata; guarda piuttosto se non puoi migliorare la gradazione di qualche ombra; se non vi sono piccoli spazi da colmare o forme da delineare più finemente: e non precipitarti sugli errori e le incompiutezze così riconosciuti, ma togli o aggiungi con calma, e ben presto vedrai che il tuo disegno prende un altro aspetto. Un espediente di grande utilità nel produrre certi effetti è bagnare il foglio e stendervi il colore quando è ancora più o meno umido, a seconda dell’effetto desiderato. In questo modo il colore si sfuma da solo mentre asciuga con un effetto graziosissimo; una volta asciutto, lo potrai scurire a piacere facendo un poco di delicato puntinismo. Inoltre, il colore è ancora umido sul foglio, se lo ritocchi con il pennello completamente asciutto potrai creare delle luci molto morbide e precise. Fa’ un gran numero di esperimenti di questo tipo, osservando come si comporta il colore, ma ricorda sempre che il risultato finale si deve e si può ottenere soltanto grazie alla punta, proprio come nel disegno a penna.

70. Noterai pure, nell’affrontare soggetti via via più complicati, che le risorse della natura in fatto di chiaroscuro sono talmente più ricche delle tue che in nessun modo potrai cogliere tutte le sfumature delle ombre, qualsiasi gruppo consideri. Stando così le cose, stabilisci in primo luogo di mantenere distinte le semplici masse degli oggetti: se ad esempio il gruppo è composto da un libro verde, un foglio di carta bianca e un calamaio nero, sforzati di mantenere alla carta il suo carattere di massa chiara, al libro verde quello di colore intermedio e al calamaio nero quello di massa scura. La grande differenza fra i maestri del chiaroscuro e gli artisti approssimativi è la capacità dei primi di disegnare con tanta finezza da esprimere la forma in un oggetto di colore scuro con poche luci, e in un oggetto di colore chiaro con poche ombre; è preferibile addirittura lasciare qua e là dei difetti nelle forme anziché perdere i rapporti generali delle grandi masse. E, bada bene, non perché queste siano elementi importanti e desiderabili nella tua composizione (giacché per il momento non ti occupi affatto di composizione), ma perché le cose si presentano all’occhio umano in modo tale che noi vediamo il libro, la carta e il calamaio come tre oggetti separati prima di percepire grinze, fessure e angoli di ciascuno dei tre.”

I momenti “NO” del disegnatore. Riconoscerli e affrontarli (senza stress)

Erano mesi di grande entusiasmo, ad esempio quando abbiamo regalato quel disegno a nostra cugina abbiamo visto in lei la gioia negli occhi, oppure quando abbiamo deciso di comprare un nuovo set da disegno e l’abbiamo visto consumarsi nel giro di poco. Tutto faceva pensare che mai avremmo potuto entrare in crisi, o che potesse nascere in noi una sorta di rifiuto del disegno eppure eccolo lì, affacciarsi alla porta per guardarci con fare minaccioso e noi lì, a chiederci come sia stato possibile.

E’ il momento in cui ci mettiamo più in discussione, dove non riusciamo a trovare stimoli sufficienti per ritagliarci il tempo necessario oppure a rinunciare a qualcosa pur di dedicarci il tempo di disegnare. Quello che osserviamo, non ci affascina più al punto tale da studiarlo approfonditamente attraverso il disegno e niente sembra essere un soggetto interessante. Quei disegni in coda, che ci hanno chiesto due o tre amici, il regalo di compleanno per la nonna, è tutto in pausa. E’ un momento particolare dove ci facciamo delle domande e quasi arriviamo a pensare che questa voglia di disegnare, non ci tornerà più.

Non è così, siete solo in blocco.

Lucio Battisti cantava “quando cade la tristezza in fondo al cuore, come la neve, non fa rumore.”. Magari un blocco avvisasse quando arriva! Almeno correremmo ai ripari, ad esempio mettendo via il cavalletto sul nostro tavolo, o i fogli da disegno, bianchi un giorno dopo l’altro, quasi a giudicarci perché stanno lì a raccogliere soltanto polvere. Almeno sarebbe tutto più sopportabile, invece dobbiamo confrontarci con questo nostro stato d’animo che ci allontana dal disegno, ossia da qualcosa che ci è sempre piaciuto fare.

Voglio tranquillizzarvi, perché il blocco è una condizione assolutamente fisiologica e come sicuramente saprete, non riguarda solo i disegnatori, ma gli scrittori o chiunque abbia a che fare con un’attività creativa. La nostra mente, infatti, non è sempre predisposta alla creatività: ci sono alcune situazioni della vita che ci chiedono di essere performanti o di stare coi piedi per terra e in quel momento la nostra mente è occupata a processare informazioni utili ad altri scopi. Ricordo che mi colpì in un documentario visto tempo fa una dichiarazione che lasciò la fotografa Tina Modotti, che confessò che la vita la impegnava troppo perché in quel momento potesse restare tempo da dedicare all’arte.

Quando uso il termine “fisiologico”, intendo dire che l’unica via per uscirne è passarci attraverso, come diceva Robert Frost, e che non c’è niente che non va. Come la febbre, bisogna solo aspettare che faccia il suo corso, e magari prendere qualcosa per stare meglio nel frattempo.

Come possiamo aiutarci?

C’è un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, così come c’è un tempo per il sapere e un tempo per disegnare. Se non vi va di disegnare non prendetela come una forma di alto tradimento, ma stimolate la vostra fantasia comprando qualche libro (non esclusivamente legato al disegno) che possa mettervi di fronte a scenari nuovi. Fate un viaggio, andate al cinema, o magari con qualche amico guardatevi un film sui geni dell’arte: cambiate qualcosa della vostra routine ma non pensate esclusivamente al disegno. Come diceva Pessoa, “ogni cosa a suo tempo, ha il suo tempo”. Chiedetevi se magari gli ultimi tentativi creativi non sono stati particolarmente frustranti da farvi temporaneamente disamorare (e se non siete forse troppo severi con voi stessi). Chiedetevi se forse è il momento di provare tecniche nuove (o di incontrare persone nuove!). E non dimenticate che se siete tra i fortunati che hanno già frequentato il Drawing Lab, potete tornare a trovarci gratuitamente per disegnare in compagnia e magari trovare da noi gli stimoli che non riuscite a trovare fuori. Sapete dove trovarci.

Ci sono molte cose che possono farvi tornare la voglia di disegnare, vi ho sfoggiato tutta una serie di consigli per farvici passare un po’ attraverso, ma la cosa importante che voglio dirvi, è che nessuno vi corre dietro e non necessariamente dobbiamo auto infliggerci la tortura della prestazione. Dunque come spesso dico al corso: la musica è tale anche perché esistono le pause, altrimenti sarebbe solo suono. Sono le pause che garantiscono una buona armonia, non sottovalutate l’importanza e il potere rigenerante del riposo.

Buona pausa disegnatori 😉

 

LA LIBRERIA DEL DISEGNATORE

Cari disegnatori,

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Nella foto Kandinsky nel suo studio.

Vi sarà capitato di avere qualche curiosità sui libri che non possono mancare nella vostra libreria. Ecco alcuni suggerimenti per arricchire le letture dedicate al meraviglioso mondo del disegno, scelti per voi tra i saggi e la manualistica. Ogni titolo vi indirizzerà al link di un distributore con prezzo migliore in commercio, e naturalmente alla relativa scheda informativa! Esistono libri per tutti i gusti… E per tutte le tasche 🙂

Buona lettura!

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PUNTO LINEA SUPERFICIE, di Wassily Kandinsky.

SEI LEZIONI DI DISEGNO, di William Kentridge.

IL NUOVO DISEGNARE CON LA PARTE DESTRA DEL CERVELLO, di Betty Edwards.

DRAWING PROJECTS: An Exploration of the Language of Drawing, di Mick Maslen, Jack Southern.

FUN WITH A PENCIL, di Andrew Loomis.

DRAWING REALISTIC TEXTURE IN PENCIL (Inglese), di J. D. Hillberry.

FIGURE DRAWING: FOR ALL IT’S WORTH, di Andrew Loomis.

THE ELEMENTS OF DRAWING, John Ruskin.

THE NATURAL WAY TO DRAW: A WORKING PLAN FOR ART STUDY, by Kimon Nicolaides.

TRATTATO DELLA PITTURA, Leonardo da Vinci.

STRUTTURA UOMO 1, di Alberto Lolli, Mauro Zocchetta, Renzo Peretti.

OSSERVAZIONI SUL DISEGNO. IL DISEGNO E LA VOCE,  di Yves Bonnefoy.

ANATOMIA DINAMICA PER ARTISTA, di Burne Hogarth.

IL PENSIERO VISIVO, Rudolf Arnheim. (molto difficile da trovare, una chance è cercarlo usato o in biblioteca. Oppure provate alla Libreria Cicerone dove sono espertissimi nel trovare libri introvabili!)

DISEGNARE E CONOSCERE. LA MANO, L’OCCHIO, IL SEGNO, di Giuseppe di Napoli.

BIBLIOGRAFIA PER DISEGNATORI: Urban Sketching – Architettura e paesaggi urbani

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Ciao Disegnatori!

Quante volte siete stati tentati di andare in giro per la città a disegnare tutto quello che vi colpisce di più? Ci sono città che hanno architetture meravigliose, così diverse tra di loro, dove si aprono nuove strade al disegnatore che ha voglia di arricchire il proprio taccuino. Ed ha proprio la forma di un taccuino di viaggio, il libro di Gabriel Campanario “Urban Sketching – Architettura e paesaggi urbani”. Dentro potrete trovare tutte informazioni che noi abbiamo trovato utilissime per disegnare al meglio in giro per la città: consigli tecnici, strategie (alcune di queste già le conoscete, se avete frequentato 24H Drawing Lab! ;-)). Il costo non è affatto esoso, 13 euro, per un manuale che può diventare il vademecum dell’urban sketcher: all’interno troverete illustrazioni che vi faranno da esempio e realizzazioni passo passo delle differenti architetture della città, attraverso tecniche differenti che potrete sperimentare “su strada”.

Il libro è strutturato in modo tale che si possa avere un’esperienza gratificante e stimolante dell’urban sketching, dove al di là dei principi base che sono fondamentali nella realizzazione di un buon disegno, troverete anche una vostra via personale per la sperimentazione, dando al vostro taccuino un tocco molto personale. Da segnare nella lista dei desideri! 😉