Quando ti dicono:”Si fa così.”

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John Ruskin, illustrazione botanica

Come sapete, noi del Drawing Lab teniamo moltissimo al buon insegnamento. Pubblichiamo volentieri un estratto dal libro di John Ruskin, Gli elementi del disegno, dove, se avrete l’attenzione di leggere tra le righe, potrete forse capire da cosa si riconosce un bravo insegnante.

“Non ci sono metodi applicabili a qualsiasi cosa; non esiste una ricetta per disegnare anche un ciuffo d’erba. L’erba infatti può essere rigida e frastagliata, oppure tenera e ricurva; arsa dal sole e mordicchiata dalle pecore, oppure rigogliosa e molle; fresca o secca; opaca o lucida:  guardala, e cerca di disegnarla così com’è, e non perché qualcuno ti ha detto che “l’erba si fa così”. Allo stesso modo, un sasso può essere tondo o angoloso, ruvido o levigato, tutto screpolato come una tazza smaltata male, oppure largo e liscio come il petto di Ercole. Può essere friabile come una cialda o impalpabile come un soffione dei campi; può essere pieno di nodi come una gomena, o sfaccettato come il ferro battuto, o lavorato come una spada d’acciaio damaschino, o fuso come una bottiglia di vetro, o cristallizzato come la brina, o venato come una foglia della foresta: guardalo, e non sforzarti di ricordare come ti hanno detto che “si fa” un sasso.”

Le forme, le masse, il colore.

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John Ruskin, Velvet crab, 1871

Articolo tratto da John Ruskin, Gli Elementi del Disegno. Ed. Adelphi, pagine 74-75

“Per risparmiarti non poche delusioni, tieni sempre a mente quello che ho ripetuto tante volte, vale a dire che se qualcosa riesce male, quasi di sicuro è per mancanza di finezza, non di forza, e richiede di essere amalgamato, non alterato. Se non sei soddisfatto dell’aspetto del tuo disegno, non spazientirti: non devi aggredirlo, né modificare l’impianto generale, né cancellare furiosamente la parte che ti sembra sbagliata; guarda piuttosto se non puoi migliorare la gradazione di qualche ombra; se non vi sono piccoli spazi da colmare o forme da delineare più finemente: e non precipitarti sugli errori e le incompiutezze così riconosciuti, ma togli o aggiungi con calma, e ben presto vedrai che il tuo disegno prende un altro aspetto. Un espediente di grande utilità nel produrre certi effetti è bagnare il foglio e stendervi il colore quando è ancora più o meno umido, a seconda dell’effetto desiderato. In questo modo il colore si sfuma da solo mentre asciuga con un effetto graziosissimo; una volta asciutto, lo potrai scurire a piacere facendo un poco di delicato puntinismo. Inoltre, il colore è ancora umido sul foglio, se lo ritocchi con il pennello completamente asciutto potrai creare delle luci molto morbide e precise. Fa’ un gran numero di esperimenti di questo tipo, osservando come si comporta il colore, ma ricorda sempre che il risultato finale si deve e si può ottenere soltanto grazie alla punta, proprio come nel disegno a penna.

70. Noterai pure, nell’affrontare soggetti via via più complicati, che le risorse della natura in fatto di chiaroscuro sono talmente più ricche delle tue che in nessun modo potrai cogliere tutte le sfumature delle ombre, qualsiasi gruppo consideri. Stando così le cose, stabilisci in primo luogo di mantenere distinte le semplici masse degli oggetti: se ad esempio il gruppo è composto da un libro verde, un foglio di carta bianca e un calamaio nero, sforzati di mantenere alla carta il suo carattere di massa chiara, al libro verde quello di colore intermedio e al calamaio nero quello di massa scura. La grande differenza fra i maestri del chiaroscuro e gli artisti approssimativi è la capacità dei primi di disegnare con tanta finezza da esprimere la forma in un oggetto di colore scuro con poche luci, e in un oggetto di colore chiaro con poche ombre; è preferibile addirittura lasciare qua e là dei difetti nelle forme anziché perdere i rapporti generali delle grandi masse. E, bada bene, non perché queste siano elementi importanti e desiderabili nella tua composizione (giacché per il momento non ti occupi affatto di composizione), ma perché le cose si presentano all’occhio umano in modo tale che noi vediamo il libro, la carta e il calamaio come tre oggetti separati prima di percepire grinze, fessure e angoli di ciascuno dei tre.”

Gli Elementi del disegno, John Ruskin

“Osserva, all’esterno e all’interno di una comune tazza bianca, o di una ciotola, le ombre che ne evidenziano la curvatura e la cavità (se puoi procurarti delle porcellane bianche non smaltate, ti serviranno ottimamente come modelli), poi le ombre sulle pieghe dei panni bianchi, e sarai gradualmente portato a notare le transizioni più sottili della luce che aumenta o diminuisce sulle superfici piane. Infine, quando il tuo occhio si sarà affinato, vedrai le gradazioni del colore di ogni cosa in natura.

Ma non sarai in grado, ancora per un po’ di tempo, di disegnare oggetti che presentano gradazioni di tinta svariate e complesse; e non è certo un presagio infausto per i tuoi futuri progressi, né per l’uso che farai dell’arte, se il primo traguardo che ti proponi è un pezzetto di cielo. Scegli dunque una stretta porzione di cielo al tramonto che puoi vedere abitualmente, tra i rami di un albero o tra due comignoli, o nell’angolo della finestra che preferisci, e cerca di ombreggiare un pezzetto di carta bianca con la stessa gradualità del cielo – non con la stessa tenerezza, no, non puoi farlo senza colori, anzi nemmeno con essi, però lo puoi fare con la stessa gradualità; o almeno, se perdi la pazienza con le tue righe e le macchie d’inchiostro, nel guardare la bellezza del cielo sarai divenuto più consapevole di tale bellezza, e questa è cosa di cui essere riconoscenti.”

John Ruskin, Gli elementi del disegno.

BIBLIOGRAFIA PER DISEGNATORI: John Ruskin, Gli elementi del disegno

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Questo libro è talmente importante, che non potevamo che consigliarlo. Ecco a voi uno dei manuali di disegno più importanti della storia del disegno, scritto da John Ruskin, personalità poliedrica e geniale: “Gli elementi del disegno”, un manuale che aiuta il disegnatore nel suo percorso creativo, e che fa innamorare del disegno chi non ha mai disegnato. Lo recensiamo ora, perché da Feltrinelli è in offerta al 15%, così ne approfittiamo per passarvi l’info.

Il libro contiene una serie di consigli pratici ad uso del disegnatore (quale pennino preferire, tecniche di stesura del colore, per arrivare al disegno dal vero), come se Ruskin parlasse a un suo studente, e il risultato è una lettura molto appagante che vi darà un grande entusiasmo, o vi consentirà di ritrovarlo, se state passando un momento di distanza dal disegno. Come tutti i bravi insegnanti, Ruskin sa incoraggiare, premiare e non solo: anticipa con grande sagacia i problemi che vi troverete ad affrontare nel disegno, e questa è una cosa che tende a contenere molto la frustrazione se i risultati non arrivano proprio subito. Da avere in biblioteca 🙂