Tesori di Roma: l’Istituto Centrale per la Grafica

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Siamo tornati a visitare la mostra “Perentoria Figura” nella splendida cornice del Palazzo di Via della Stamperia 6 progettato da Giuseppe Valadier, e lo abbiamo fatto con Gabriella Bocconi, che ci ha mostrato lo spazio dedicato alle stampe, con il grande privilegio di poter assistere alla realizzazione di una calcografia. Questo palazzo (ad eccezione del laboratorio che è stato accorpato successivamente) ha la particolarità di aver mantenuto la sua funzione originaria.

Il palazzo nasce cento anni dopo la nascita della calcografia. Valadier quindi, riesce finalmente a dare un luogo definitivo all’istituzione della calcografia. Prima, questo compito era affidato al Palazzo della Propaganda della Fede. Con le incisioni si diffondevano infatti anche – e soprattutto – i concetti religiosi, sintomo di quanto il ruolo comunicativo delle incisioni del passato fosse cruciale. All’inizio era pensato come una stamperia sulla strada, abbellito da delle vetrine (le attuali sale espositive) che mostravano le stampe in vendita. La sala per stampare invece è oggi nei locali che erano le rimesse delle carrozze e dei cavalli della stamperia papale, non facenti parte del progetto originale di Valadier. Tra le attività prioritarie dell’Istituto, oltre alla didattica e alla divulgazione culturale, figura senza dubbio la grande opera di conservazione del patrimonio di matrici custodito: tra queste, spiccano mille rami originali di Piranesi. Da qui infatti, escono le stampe ufficiali delle matrici del grande incisore di Mogliano Veneto.

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Pietro Labruzzi, Ritratto postumo di Giovanni Battista Piranesi (1779)

 

Le incisioni da sempre sono state un grande strumento di studio, pensiamo alle incisioni utilizzate nella formazione botanica. Dal Cinquecento, la diffusione delle stampe avveniva tramite piccoli centri privati. Una di queste era la Stamperia De Rossi, che dal Seicento ebbe il monopolio di una serie di immagini legate al papato, come i ritratti dei pontefici, oltre a delle immagini che raffiguravano i luoghi di Roma per far conoscere le sue bellezze al mondo. Nel 1738, la stamperia De Rossi chiude. Al tempo lavoravano con un patrimonio di 9.000 rami (ovvero le matrici), e si trattava di un patrimonio enorme, legato moltissimo alla città di Roma poiché c’era una grande richiesta. La Stamperia De Rossi mette sul mercato questi rami, e la domanda di acquisto fu inizialmente da parte degli inglesi. Ma la richiesta era molta, pensiamo al Grand Tour, e a tutta la gente che visitava Roma per motivi storico artistici. Lo stesso Goethe maturò il desiderio di raggiungere Roma incuriosito dalle incisioni collezionate dal padre che raffiguravano le zone più belle di Roma. Quindi Clemente XII che fa? Intuendo le proporzioni di questo patrimonio e della possibilità di riprodurre infinite immagini, come Stato Pontificio esercita il diritto di prelazione su questi rami e crea la calcografia camerale, che diventerà poi – a seguito dei cambianti storici d’Italia – regia e nazionale. Nasce poi l’Istituto Centrale della Grafica, che si occupa ad ampio raggio dello studio del patrimonio culturale grafico nelle diverse declinazioni: dal disegno, alle incisioni alla fotografia, alle stampe. Il corpo di rami acquisito subì però una drastica censura: dei 9.000 rami della Stamperia De Rossi, 3.000 sono stati rifusi perché veicolavano un contenuto che non era opportuno per una stamperia pontificia, come ad esempio i soggetti erotici.

Tra le cose più curiose che abbiamo visitato durante questa bella giornata c’è sicuramente la stampa di un gioco da tavola dal nome “Pelachiù”… Una sorta di gioco dell’oca, ma che di fatto era un gioco d’azzardo. Autore è Ambrogio Brambilla, il quale fece anche dei ritratti degli autori di teatro.

ASPETTI TECNICI: XILOGRAFIA E CALCOGRAFIA

A questo punto incontriamo il calcografo, Matteo, che ci introduce alla parte tecnica della visita. Capiamo subito la differenza sostanziale tra xilografia e calcografia (nella mostra erano esposte entrambe). Materiali necessari: foglio di carta e matrice da poter riprodurre un numero x di copie. Le matrici sono di due materiali: legno, e metallo. Che differiscono non solo per tipo di lavorazione, ma anche per il risultato finale. L’immagine viene inchiostrata per essere poi trasferita sul foglio di carta. La tecnica di incisione che nasce per prima è la xilografia, ricavata nel legno, materiale semplice da lavorare e facile da reperire. Basta tagliarlo, levigarlo. Si incide anche molto facilmente. Nasce in Oriente, proprio come la carta. Questo permette una diffusione delle immagini molto più ampio.

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Matrice in legno per xilografia.

 

La carta è pratica per scrivere e più economica della pergamena. Le immagini sono la prima cosa che viene riprodotta, i testi solamente nel quattrocento, ovvero dopo l’introduzione della stampa a caratteri mobili. La xilografia viene lentamente ma inesorabilmente soppiantata dall’incisione su metallo, ovvero la calcografia. Che essendo su metallo ha dei vantaggi notevoli, uno fra tutti è la gamma espressiva tonale e capacità di dettaglio che nella xilografia non è attuabile. Per gli artisti diventa quindi un mezzo di espressione privilegiato per divulgare le proprie opere. All’inizio della calcografia si ragionava ancora in termini xilografici, ricavando i bianchi dai solchi, ma era faticoso trasferire questa modalità su metallo. Poi si è finalmente intuito che utilizzando un metodo perfezionato si poteva ottenere la stampa da un disegno inciso.

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Matrice in metallo per calcografia.

 

La pressione esercitata nella calcografia deve essere molto più forte, poiché il materiale non è duttile come il legno. La derivazione della lavorazione nell’incisione è dalla gioielleria. Non entriamo troppo nello specifico per quel che riguarda gli aspetti tecnici, perché vi consigliamo vivamente di andare a vedere Matteo all’opera, mentre esegue una calcografia di grandissima qualità tecnica! Si tratta infatti di un’operazione di grande precisione e di alto artigianato allo stesso tempo, per la quale vengono utilizzati macchinari che risalgono alla metà dell’Ottocento. Se ve lo siete perso sabato scorso, potete rimediare 🙂

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PROSSIMI EVENTI:

Domenica 03/09/2017 orario 15/19 

ingresso alla stamperia storica dell’Istituto

ore 16.00 visita guidata e prova di stampa in Stamperia (potranno partecipare alla visita non più di 20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità)

ore 17.30 visita guidata e prova di stampa in Stamperia (potranno partecipare alla visita non più di 20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità)

Giovedi 07/09/2017 orario 15/22 

Palazzo Poli Sala Dante “Festa di compleanno di Giuseppe Gioacchino Belli

ingresso alla stamperia storica dell’Istituto

ore 16.00 visita guidata e prova di stampa in Stamperia (potranno partecipare alla visita non più di 20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità)

ore 17.30 visita guidata e prova di stampa in Stamperia (potranno partecipare alla visita non più di 20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità)

ore 20.00 visita guidata e prova di stampa in Stamperia (potranno partecipare alla visita non più di 20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità)

INFO:

http://www.grafica.beniculturali.it/in-evidenza/aperture-estive-straordinarie-8499.html

 

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