Un alfabeto di segni

Valerio, 10 anni

Da un disegno di Valerio, 10 anni

All’ultimo corso di settembre, sono rimasta molto colpita da questa natura morta realizzata dal vivo durante il secondo giorno. Chi l’ha eseguita è un piccolo grande artista di dieci anni, che grazie a questo bel disegno mi ha portato a scrivere quest’ultimo post.

C’è una caratteristica molto interessante che emerge in ciascuno dei disegni di chi frequenta il Drawing Lab: l’individualità. Al di là di questo disegno, che a me piace moltissimo e che mi ricorda certe opere di un artista che stimo, Isabella Ducrot, ciò che mi colpisce è la capacità che ha ognuno di trovare il proprio “alfabeto di segni”, un tratto personale e caratteristico al punto da essere paragonabile a una calligrafia.

Devo ammettere di guardare con molta ammirazione la genuinità dei disegni di chi non è mai stato alfabetizzato da un punto di vista accademico artistico, e credo che il breve tempo che si trascorre insieme, 24 ore, non sia sufficiente per “confondere” questa genuinità. Il mio percorso formativo è stato molto lineare: Liceo Artistico a Roma, poi l’Accademia di Belle Arti nella stessa città, ed un periodo di studi all’École nationale supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, per una borsa di studio vinta all’Accademia. Naturalmente questo non fa di me Michelangelo, ma posso dire di aver potuto notare come il seguire per anni lo stesso corso di studi possa bloccare una certa genuinità nell’esecuzione di un disegno, dove talvolta si rischia di entrare nel labirinto illusorio del perfezionismo.

Al Drawing Lab mi piace molto il fatto (scoperto in corso d’opera!) che l’alfabeto di segni di ciascun corsista resti invariato da prima a dopo. Certo, si impara a usare il chiaroscuro in maniera funzionale, per dirne una, ma ognuno mantiene la propria “grafia artistica”, come il giovanissimo Valerio del disegno nella foto che vedete qui sopra, che mi fa pensare ai Fauves e alla Ducrot senza neanche aver avuto il tempo di frequentare studi artistici.

Ognuno di noi porta con sé un alfabeto grafico fatto di linee, tratti, punti, cancellature e sfumature, che può essere portato alla luce dando modo agli altri di poterci leggere con occhi nuovi, mostrando il nostro temperamento attraverso il modo in cui descriviamo la realtà.

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