Quando l’emozione disegna per noi.

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credits: donnasprint.com

Occorre in primo luogo – affrontando questo tema assai delicato – smentire un preconcetto alla base del disegno: una qualsiasi attività creativa a carattere visuale, NON DEVE necessariamente replicare la realtà. Imprigionarsi in questo preconcetto rappresenta un primo muro difficile da abbattere per applicarci di tanto in tanto alla nostra passione preferita. Pensiamo agli scarabocchi: quando la nostra parte razionale è occupata in altre faccende (una telefonata, o quando aspettiamo al pc il download di un file pesante…) senza remore intraprendiamo una serie di disegni impulsivi su fogli e foglietti di fortuna, ricavati spesso da vecchi giornali. Soltanto alla fine dell’occupazione cosciente nella quale eravamo immersi, ci “svegliamo” con una serie di paginette disegnate da noi. E a volte ci piacciono così tanto da conservarli.

Ma hanno un significato?

La dottoressa Paola Federici – psicologa e psicoterapeuta, esperta di analisi del disegno – lo spiega benissimo nel suo articolo SCARABOCCHI SOVRAPPENSIERO: “Solo per il fatto che i disegni siano scaturiti in modo automatico, dobbiamo pensare di attribuire loro una motivazione.” In pratica, quando la razionalità è occupata in cose più importanti, le emozioni si scatenano.

Che genere di disegnatori emotivi siete?

La Dottoressa Federici, nel suo interessantissimo articolo ha stilato una lista pronta all’uso per riconoscervi nei disegni che realizzate quando siete occupati in cose più importanti.

  1. I disegni geometrici e i numeri.
  2. Le freccette.
  3. Casette e paesaggi.
  4. Alberi e fiori.
  5. Pupazzetti, omini e animali.
  6. Personaggi clichè (clown, cow boy, cartoni animati).

Nel suo articolo inoltre, ci illustra alcune linee guida per dare un’interpretazione ai nostri disegni. Potremmo infatti soffermarci a considerare quanto spazio occupa il nostro scarabocchio sul foglio, e domandarci come noi occupiamo gli spazi che abitiamo, se abbiamo una personalità dominante o remissiva. E il nostro tratto com’è? Spesso e pesante, oppure lieve e sottilissimo?

Insomma, gli spunti sono moltissimi e tutti davvero interessanti. Per saperne di più potete iniziare proprio da qui.

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