Buon compleanno, Giorgio Morandi!

Il 20 Luglio del 1890 nasceva a Bologna l’artista Giorgio Morandi. Noi di 24H Drawing Lab gli rendiamo omaggio con una selezione di nature morte realizzate dai nostri studenti! Buon compleanno, Morandi!

Le forme, le masse, il colore.

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John Ruskin, Velvet crab, 1871

Articolo tratto da John Ruskin, Gli Elementi del Disegno. Ed. Adelphi, pagine 74-75

“Per risparmiarti non poche delusioni, tieni sempre a mente quello che ho ripetuto tante volte, vale a dire che se qualcosa riesce male, quasi di sicuro è per mancanza di finezza, non di forza, e richiede di essere amalgamato, non alterato. Se non sei soddisfatto dell’aspetto del tuo disegno, non spazientirti: non devi aggredirlo, né modificare l’impianto generale, né cancellare furiosamente la parte che ti sembra sbagliata; guarda piuttosto se non puoi migliorare la gradazione di qualche ombra; se non vi sono piccoli spazi da colmare o forme da delineare più finemente: e non precipitarti sugli errori e le incompiutezze così riconosciuti, ma togli o aggiungi con calma, e ben presto vedrai che il tuo disegno prende un altro aspetto. Un espediente di grande utilità nel produrre certi effetti è bagnare il foglio e stendervi il colore quando è ancora più o meno umido, a seconda dell’effetto desiderato. In questo modo il colore si sfuma da solo mentre asciuga con un effetto graziosissimo; una volta asciutto, lo potrai scurire a piacere facendo un poco di delicato puntinismo. Inoltre, il colore è ancora umido sul foglio, se lo ritocchi con il pennello completamente asciutto potrai creare delle luci molto morbide e precise. Fa’ un gran numero di esperimenti di questo tipo, osservando come si comporta il colore, ma ricorda sempre che il risultato finale si deve e si può ottenere soltanto grazie alla punta, proprio come nel disegno a penna.

70. Noterai pure, nell’affrontare soggetti via via più complicati, che le risorse della natura in fatto di chiaroscuro sono talmente più ricche delle tue che in nessun modo potrai cogliere tutte le sfumature delle ombre, qualsiasi gruppo consideri. Stando così le cose, stabilisci in primo luogo di mantenere distinte le semplici masse degli oggetti: se ad esempio il gruppo è composto da un libro verde, un foglio di carta bianca e un calamaio nero, sforzati di mantenere alla carta il suo carattere di massa chiara, al libro verde quello di colore intermedio e al calamaio nero quello di massa scura. La grande differenza fra i maestri del chiaroscuro e gli artisti approssimativi è la capacità dei primi di disegnare con tanta finezza da esprimere la forma in un oggetto di colore scuro con poche luci, e in un oggetto di colore chiaro con poche ombre; è preferibile addirittura lasciare qua e là dei difetti nelle forme anziché perdere i rapporti generali delle grandi masse. E, bada bene, non perché queste siano elementi importanti e desiderabili nella tua composizione (giacché per il momento non ti occupi affatto di composizione), ma perché le cose si presentano all’occhio umano in modo tale che noi vediamo il libro, la carta e il calamaio come tre oggetti separati prima di percepire grinze, fessure e angoli di ciascuno dei tre.”

Disegnamo o disegniamo?

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Piccola allieva | Courtesy of ADO

Chi di noi creativi non è stato colto da questo dubbio? L’irrequietudine ortografica aumenta esponenzialmente se si pensa che alcuni correttori automatici – come il T9 per i telefonini – correggono automaticamente “disegnamo” aggiungendo la “i”, e altri dispositivi no, mandandoci ancora di più in confusione.

Perché questo?

Per rispondere a questo interrogativo impellente come la fame notturna, abbiamo deciso di consultare i siti di due istituzioni della linguistica italiana: l’Accademia della Crusca e Treccani. Cominciamo col riferirvi che:

La forma corretta nello scritto prevede la presenza della “i” diacritica, sebbene nel parlato non sia necessaria da un punto di vista fonetico.

Detto questo, nella forma scritta spesso si tende a preferire le forme improprie a vantaggio della sintesi, ad esempio negli ambiti della comunicazione e nel giornalismo. Questo fenomeno, riscontrabile ovunque e in tutte le epoche, nel tempo offre una sorta di nullaosta implicito all’utilizzo delle forme scorrette, in questo caso, facilitata dall’impercettibilità fonetica della “i” in questione.

Dal sito Treccani.it:

Recentemente si è però diffuso l’uso di scrivere le forme dei verbi in -gnare e -gnere anche senza ‹i› diacritica: disegnamo / disegniamo e disegnate / disegniate. Inizialmente rifiutato dai grammatici, quest’uso, attestato, specialmente sui giornali, per lo più tra le forme della prima persona plurale della prima coniugazione, è ormai accettato (a malincuore) a fianco di quello che prevede la ‹i› diacritica.

In buona sostanza ormai, è diventato possibile usare tutte e due le forme nello scritto. Ecco perché alcuni correttori lo modificano, e altri no.

Disegnare senza disegnare

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Foto: http://geyserofawesome.com/

Al corso di disegno parliamo spesso degli esercizi ideali da fare quando il tempo ci rema un po’ contro. Esercizi tra l’altro contenuti nella nostra fantasmagorica guida scaricabile online gratuitamente.

In questo post vi consiglierò degli esercizi di disegno dove non sarà nemmeno necessario prendere una matita in mano. Starete aggrottando le ciglia con aria di sospetto, ma posso assicurarvi che si può fare allenamento senza nemmeno disegnare, semplicemente perché esercitiamo la visione.

Quando siete in autobus, in metro o in treno (con discrezione eh…) osservate i volti dei passeggeri. Calcolate le proporzioni e divertitevi a fare prove per vedere se i conti tornano. Sarà bello e curioso vedere nei volti più asimmetrici le stesse proporzioni di quelli regolari. Osservate le differenze tra i volti degli adulti e dei bambini, riflettendo sulle diversità e scoprendo sempre cose nuove.

Quando vedete un gatto saltare dal muretto o un cane correre, ma anche un bambino dare un calcio a un pallone per corrergli dietro, immaginate delle linee che accompagnano quel movimento, senza pensare a un potenziale disegno ma soltanto concentrandovi sull’impressione del movimento. In questo modo familiarizzerete con la dinamicità delle cose e incrementerete il movimento nei vostri disegni.

Via via, vi accorgerete che i vostri lavori saranno sempre meno rigidi e sempre più collocati all’interno dello spazio in maniera efficiente.

Fate il gioco più vecchio del mondo: osservate le nuvole immaginando delle figure. Non solo è divertente, ma incrementa anche la nostra capacità immaginativa e perché no, magari potete scattargli una foto e poi stamparvela, per disegnare sopra a quello che avete immaginato.

Ci sono molti modi per non smettere di essere disegnatori, anche quando siete in blocco. Vi ho fatto un breve elenco, ma molti altri potete trovarli voi 🙂

Buona visione disegnatori!

PROMO IN VISTA!

PROMO IN VISTA ESTATE 2017

Pyrgi, 2009 – © Rivka Spizzichino |  rivkaspizzichino.com

Se sotto l’ombrellone state pensando che vi piacerebbe imparare a disegnare, non perdete l’occasione questo luglio di prenotare la vostra postazione per il corso di settembre a un prezzo speciale!

I primi 5 che confermeranno la propria partecipazione ENTRO IL 31 LUGLIO avranno infatti l’opportunità di frequentare 24H Drawing Lab pagando € 140,00 (invece di € 160,00).

Offerta valida solo per i GIFT VOUCHER e solo per la frequenza al corso di settembre. L’offerta termina il 31 luglio 2017, ed è acquistabile fino al raggiungimento dei posti limitati.

L’offerta non è cumulabile con altre promozioni in corso 🙂

Il pudore di osservare

(A sinistra un nudo di Egon Schiele, a destra uno di Rodin)

Ma si, parliamone. Se non ci sentiamo proprio Schiele o Rodin nell’animo, può essere difficile trovarci davanti a qualcuno per disegnarlo. A dire il vero, oggi viviamo in un’epoca in cui siamo tutti connessi ma non in relazione e c’è da dire che mettersi di fronte a qualcuno per fargli un ritratto è a tutti gli effetti un gesto rivoluzionario.

Alla base dell’intricata questione, esiste la nostra specifica natura di disegnatori. Torniamo ai nostri due grandi protagonisti: Rodin e Schiele e per un attimo spogliamoli della nomea di maestri dell’arte. Cosa li spingesse a disegnare modelle nude, spesso in pose oltraggiose non è forse il punto della situazione, ma la loro dimestichezza nel farlo sicuramente si. Perché la loro natura di artisti li portava a compiere naturalmente qualcosa, che per molti può creare non poco imbarazzo.

Indipendentemente da quale sia la vostra natura, se in voi c’è il desiderio di confrontarvi (che sia nel ritratto o nel disegno dal vero della figura umana) con le persone, ci può stare che nasca qualche imbarazzo a fare da interferenza, soprattutto all’inizio. Ritrarre qualcuno, infatti, significa sottoporvi entrambe a una relazione non verbale più o meno prolungata. Significa osservarvi a lungo e magari immaginare i pensieri l’uno dell’altro: si tratta, in buona sostanza di entrare in una sorta di intimità momentanea che per molti è difficile da sostenere.

Ma noi siamo qui per darvi qualche consiglio in merito, se proprio vi sentite tanto timidi quanto ostinati a seguire questa direzione.

  • Fate in modo che i vostri primi modelli siano persone con cui avete una relazione di intimità emotiva: che sia un partner o un’amica, abbiamo bisogno di qualcuno che ci consenta di abbassare eventuali lkivelli di giudizio interiore e che ci faccia sentire sicuri di poter sbagliare (“Aahhh, voglio che mi fai un bel ritratto iperrealista di me insieme al mio gatto mentre saliamo unas cala elicoidale su un cavallo alato che poi metterò in una cornice d’oro e mostrerò al mondo!”. Ecco, dite di no. Non è un buon inizio per rompere il ghiaccio e la carica di aspettative frustra la creatività).
  • Iniziate senza avere un’idea precisa di cosa farete. Spiegate al vostro modello che state sperimentando questa cosa per la prima volta e che non sapete come andrà ma volete provare.
  • Sentitevi liberi di mostrare o no gli esiti del vostro lavoro: il 100% delle persone vi chiederà di vederli, ma soltanto chi vi conosce non ve lo chiederà per forza.
  • Trasformate il pudore in relazione: osservatevi, interagite. Non trattate il vostro modello come un oggetto a disposizione. Questo consentirà a tutti e due di abbassare i livelli di ansia e sviluppare reciprocità.
  • Non vi fermate. Più ritraete, più lo farete con sicurezza. Si tratta di scardinare l’idea che sia difficile e l’unico modo di farlo, è farlo.

Buona visione 😉

Disegnare tra amici

 

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Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette. Olio su tela, 1876. Museo d’Orsay, Parigi.

Finalmente, complici i weekend fuori porta, siete riusciti a incontrarvi tutti insieme. Si sa, mettere d’accordo un gruppo di amici per vedersi una sera può essere davvero molto impegnativo. Ma ora eccovi qui, tutti intorno a un tavolo a bere birra fresca e a respirare il piacevole profumo dell’estate fuori in giardino.

Noi di 24H Drawing Lab vogliamo darvi qualche spunto utile per passare del tempo piacevole tutti insieme, e magari spegnare il cellulare accendendo gli animi.

DOPPI RITRATTI

Materiale:

  • Fogli di carta
  • Matite
  • Penne
  • Pennarelli

Posizionatevi uno davanti all’altro con fogli e matite: questo gioco funziona molto bene a gruppi di due e se siete pari vi divertite proprio tutti!

Iniziate a ritrarvi l’un l’altro senza guardare il foglio. State stretti con lo sguardo su di voi (si, vi farà ridere, ma è soprattutto questo lo scopo del gioco 😉 ) e delineate il volto di chi vi sta davanti. Non guardate mai il foglio! Altrimenti sarà meno divertente.

Mentre disegnate, cambiate passando da una matita a una penna, o magari da un pennarello a una matita, insomma: fate casino e non preoccupatevi del risultato, ma seguite l’istinto. L’obiettivo è divertirsi: sarà bello e divertente guardare i vostri ritratti bislacchi!

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

Materiale:

  • Un foglio di carta A3 o carta da imballaggio
  • Materiale da disegno vario (matite, penne, matite colorate)

Rimediate una superficie estesa su cui disegnare, può essere un pezzo di cartone o della carta da imballaggio, o magari un semplice foglio A3. A turno iniziate a disegnare qualcosa aggiungendo elementi (astratti e figurativi, non ha importanza). Giocate a turno, oppure tutti insieme nello stesso momento: sarà bello veder crescere un piccolo fregio realizzato insieme 🙂

VEDO NON VEDO

Materiale:

  • Fogli A5
  • Matite o penne

Ciascun giocatore inizia un disegno creando la testa di un personaggio e posizionandola nella parte superiore del foglio. Poi piega la parte che ha disegnato lasciandone visibile solo la parte finale per agevolare il disegnatore successivo ad agganciare il suo personaggio.

Passate il foglio al vostro vicino sulla destra, mentre il vicino alla vostra sinistra vi passerà a sua volta il suo foglio coperto.

Continuate il disegno iniziato dal vostro vicino con un altro piccolo intervento, dove proseguirete al di sotto della testa, magari disegnando il collo e il torace. Piegate dunque lasciando visibili gli allacci al passo successivo e passatelo nuovamente, mentre ne riceverete un altro, e così via.

Quando avrete finito lo spazio del foglio… srotolate i vostri capolavori e guardate che simpatici mostri avete creato 🙂

E ricordate che per i gruppi di amici il Drawing Lab conviene!

Buon divertimento!