Mapplethorpe: l’obiettivo sensibile

Fotografie di Robert Mapplethorpe in mostra a Roma

Locandina della mostra

Siamo state alla Galleria Corsini di Roma, sede della Galleria Nazionale di Arte Antica per visitare la mostra Robert Mapplethorpe: l’obiettivo sensibile, curata da Flaminia Gennari Santori e realizzata con la collaborazione diretta della Robert Mapplethorpe Foundation di New York.

Appena entrate siamo immediatamente state avvolte dalle numerose informazioni visive, che andavano dagli spazi architettonici del Palazzo alla collezione pittorica, di valore assolutamente inestimabile. Collezione che comprende, tra gli altri, anche Caravaggio e la nostra amatissima Rosalba Carriera.

Come un intervallo, un’interruzione immaginaria nella continuità del tempo tra una pittura e l’altra, emergono le stampe in bianco e nero del fotografo statunitense, in quella che già da diverso tempo è una consolidata strategia del museo: unire passato e presente da un filo conduttore e porli in relazione diretta l’uno con l’altro. E’ stata un’interazione inizialmente complessa da tradurre, perché Palazzo Corsini è uno spazio che già di per sé ha una sua complessità interna: la collezione è eterogenea e ricchissima, ma alla fine il dialogo ha funzionato e, come un puntino dopo l’altro quando si uniscono, ne è venuta fuori un’immagine molto più chiara e definita.

La selezione fotografica scelta per questa mostra segue perfettamente le connessioni cercate nel dialogo tra passato e presente (forse un po’ troppo alla lettera) e gli scatti del fotografo nato a New York nel 1946 sono incastrati perfettamente per narrazione e tematiche alla collezione pittorica del museo. E’ innegabile un rapimento totale dello spettatore, tra una natura morta di Christian Berentz e una di Mapplethorpe scattata in studio secoli dopo, dove sicuramente è l’analogia diretta il filo conduttore. Confesso che mi sono chiesta come mai il celebre autoritratto di Mapplethorpe del 1988 (Self Portrait), che vedete in foto nella locandina della mostra, non sia stato accostato proprio a una delle nature morte del pittore di Amburgo e come mai, in alcune scelte, la connessione tra un passato lontano e uno più vicino sia qualche volta un po’ didascalica, ma mi sono risposta che una visione di questo tipo asseconda molto meglio una funzione didattica e di avvicinamento del pubblico, bambini compresi.

La mostra riunisce 45 splendidi scatti in bianco e nero che esprimono al meglio l’interesse del fotografo americano per la statuaria classica, il paesaggio e la ritrattistica (per citarne solo alcuni) e che per questo trova nelle sale di Palazzo Corsini un’ospitalità pressoché perfetta, che con grande puntualità rende omaggio all’indimenticabile fotografo, nel trentesimo anniversario della sua morte.

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno: avete ancora molto tempo per vederla e noi vi consigliamo decisamente di non perderla.

Informazioni utili:

Galleria Corsini, Via della Lungara 10

Dal 15 marzo al 30 giugno 2019

Ingresso: 12 Euro

Orari: Da mercoledì a lunedì 8.30/19 (la biglietteria chiude alle 18.30)

Informazioni: 06 48 24 184 – comunicazione@barberinicorsini.org

Web: http://www.barberinicorsini.org

 

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