THE BIG DRAW 2017 | Il più grande festival di disegno del mondo!

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Dal 16 settembre al 15 ottobre, in tutta Italia si terrà il festival di disegno più grande del mondo: The Big Draw.

The Big Draw è un’associazione a scopo benefico che nasce nel Regno Unito anni fa e che da due anni, grazie a Fabriano, viene organizzato anche in Italia.

Per partecipare potete inviare una mail a thebigdraw@fabriano.com.

Qual è la sua missione?

Semplice: portare il disegno nel mondo e farlo conoscere come mezzo di espressione non verbale. Il disegno è un linguaggio universale che aiuta l’apprendimento e la comunicazione tra le persone. The Big Draw è una grande festa che onora il disegno in ogni sua forma, dedicato ai più giovani, agli adulti e ai meno giovani… insomma proprio a tutti! E non serve saper disegnare. 😉

Tutte le informazioni sull’iniziativa in Italia potete trovarle qui:

Evento Facebook

The Big Draw

Fabriano

 

L’arte è per tutti?

L’arte non è solo comprensione dei contenuti e analisi storica, ma anche sentimento. Le sensazioni legate all’apprezzamento della forma, per esempio, o all’empatia generata nel fruitore per i temi affrontati, o più semplicemente il senso di elevazione provocato dall’aver visto qualcosa che ci ha arricchiti intellettualmente, sono condizioni favorevoli per accrescere il nostro “sentimento d’arte” . Sentimento e empatia sono caratteristiche innate del genere umano, quindi mi sembra assodato che: sì, l’arte è senza dubbio per tutti. O meglio: a disposizione di tutti. Ma le strade che portano a vivere pienamente l’esperienza d’arte, sono tante. Sentirsi espulsi a priori da un ambito che – anche a causa di certi intellettualismi forzati di artisti che non mirano tanto alla comunicazione, quanto all’autoaffermazione – può provocare nell’utente un certo fastidio, lieve ma costante. Ma se ci troviamo in conflitto con l’arte, possiamo indagare un po’ la natura del problema, invece che restare in una perenne condizione di reticenza. Forse siamo in conflitto con gli artisti? E’ un problema di linguaggio visivo? Ci infastidisce che l’artista spesso voglia SOLO infastidirci?

L’arte e i suoi artisti, non devono piacerci per forza. Non siamo necessariamente persone migliori se conosciamo tutto di questo ambito. Ci sono stati tanti artisti che assumevano comportamenti deprecabili. Eppure erano in qualche modo ambasciatori della cultura. Ci sono tante cose da conoscere in effetti, e – come diceva il mio grandissimo professore di italiano al liceo: “Al mondo TUTTO è arte. O almeno tutte le cose più belle lo sono. Tutte le cose più noiose al mondo, per fortuna poche, sono quelle non legate all’arte. La musica è arte. Creare una sedia è arte. Intrecciare un cestino di vimini, è arte. La progettazione, è arte. Se al mondo non ci fosse arte, cosa ci resterebbe? La politica, l’economia, e poche altre cose. Ma comunque, anche in questi ambiti l’approccio potrebbe essere creativo”.

Diciamo che l’arte è di tutti, o almeno di chi la vuole. Per sapere se la “vogliamo” occorre però conoscere un pochino i suoi strumenti di lettura per non giudicare a priori.

Documentarsi un po’.

In primo luogo, sapere perché Manzoni faceva i propri bisogni nei barattoli, è un ottimo inizio. Se la prendono sempre tutti con lui, con Fontana e Duchamp, poverini! Pensate che ancora oggi quando i non addetti ai lavori contestano degli aspetti dell’arte, citano sempre la triade Duchamp-Manzoni-Fontana: NOME e COGNOME, pensate! Pensate alla forza della loro opera, e della loro eredità: non conoscono l’arte, ma questi tre… Ah se li conoscono. Appuntiamo subito una cosa: bisogna prima di tutto CONTESTUALIZZARE L’OPERA. Oggi – ma soltanto oggi – un’operazione come quella di Manzoni farebbe ridere chiunque, forse. Ma non possiamo affrontarla come un’opera sfornata nel 2017, perché si tratta di un’opera realizzata nel 1961. Già questo cambia tutto. Cambia tutto perché non avevamo ancora visto nulla, invece oggi siamo abituati a tutto. Ma se pensiamo che si tratta di una serie di 90 barattoli etichettati, numerati e firmati (una tiratura limitata firmata dall’artista), questo discorso torna ad essere incredibilmente attuale. Inoltre, sapere anche che il linguaggio dell’arte cambia negli anni con i nuovi apporti tecnologici, i nuovi materiali, ma anche i cambiamenti sociali è un punto importante da fissare. L’arte dell’ultimo secolo ha investito tanti nuovi linguaggi: è divenuta performace, installazioni site-specific, interventi d’arte, video arte, street-art e digital-art. Se l’ambito è sempre più vasto, bisogna anche dire che ce n’è per tutti i gusti. Scoprire cosa ci interessa e documentarci su quello, è un approccio sensato e riduce il senso di frustrazione legato al pensiero: “Quanta roba non so da dove iniziare”.

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Piero Manzoni

Sapersi orientare.

Orientiamoci quindi a quello che ci piace. Non importa (almeno all’inizio) avere conoscenze approfondite. Siamo capaci di provare una sensazione, no? Almeno la maggior parte degli individui lo sono 🙂 Mi piace o non mi piace, va anche bene. Se innesca un meccanismo di curiosità costruttiva, per cui iniziamo a fare un po’ di ricerca. E’ interessante fare questo percorso perché indica tante cose anche di noi, del perché ci piace quel genere o quell’artista. Perché siamo vicini a un tema piuttosto che a un altro? Perché ci rendiamo spesso conto che tutto quello che ci piace di più ha determinate caratteristiche? Come vedete non serve una laurea. Basta esser curiosi di noi stessi e ricettivi del mondo che ci circonda.

Trovare la nostra strada.

Ovvero la strada che ci porta al mondo dell’arte. Siamo artisti? Siamo mediatori d’arte (curatori, critici, galleristi)? Siamo collezionisti? Siamo fruitori appassionati? Spesso non abbiamo ancora individuato il modo giusto in cui approcciare a questo ambito. Molte persone si appassionano a un genere, a un’epoca, e poi intraprendono un percorso di studio attento e di giovane collezionismo. Al punto che questo aspetto diventa un percorso irrinunciabile nella bellezza, se per caso non si è soddisfatti del proprio lavoro. L’arte, è anche un investimento. Siamo appassionati di economia? Forse è quello il nostro approccio.

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Lucio Fontana

Ma riguardo all’astenersi dal mondo dell’arte, occorre anche fare presente un aspetto importante. La resistenza dei fruitori, a volte è mossa da un sentimento di giudizio nei confronti degli artisti. Questo succede perché in questo ambito, come in tanti altri, esistono i furbetti. Possiamo dire che l’artista (quello vero) è un ambasciatore di cultura, propone cambiamenti, sviluppa nel fruitore senso critico correlatamente ai fatti consistenti del mondo. Spesso in Italia l’artista viene considerato un perditempo di buona famiglia, ma generalmente non è così: solo alcuni artisti lo sono. In linea generale, senza che questo assuma l’intransigenza di una regola: diffidate dagli artisti che non sanno o non vogliono parlare del proprio lavoro. Dagli artisti sforna-opere. Dagli artisti che non conoscono il lavoro degli altri artisti. Dagli artisti onnipresenti in cerca di visibilità. Dagli artisti che spettacolarizzano la propria presenza nei posti, anche non legati all’arte (il cliché dell’ubriacone, del ritardatario, del vestito male o in modo eccentrico). Dagli artisti che supervalutano le proprie opere indipendentemente dal coefficiente di vendita. Dagli artisti incapaci di profondità autentica in un confronto di qualsiasi genere. Dagli artisti che copiano meramente il lavoro di altri artisti, precedenti o loro contemporanei (documentarsi è importante!). Perché anche tutti loro, alimentano il pregiudizio di molti su un ambito che sarebbe di per sé meraviglioso. E per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno.

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Vuoi conoscerci? Prossimi incontri.

 

Disegnamo o disegniamo?

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Piccola allieva | Courtesy of ADO

Chi di noi creativi non è stato colto da questo dubbio? L’irrequietudine ortografica aumenta esponenzialmente se si pensa che alcuni correttori automatici – come il T9 per i telefonini – correggono automaticamente “disegnamo” aggiungendo la “i”, e altri dispositivi no, mandandoci ancora di più in confusione.

Perché questo?

Per rispondere a questo interrogativo impellente come la fame notturna, abbiamo deciso di consultare i siti di due istituzioni della linguistica italiana: l’Accademia della Crusca e Treccani. Cominciamo col riferirvi che:

La forma corretta nello scritto prevede la presenza della “i” diacritica, sebbene nel parlato non sia necessaria da un punto di vista fonetico.

Detto questo, nella forma scritta spesso si tende a preferire le forme improprie a vantaggio della sintesi, ad esempio negli ambiti della comunicazione e nel giornalismo. Questo fenomeno, riscontrabile ovunque e in tutte le epoche, nel tempo offre una sorta di nullaosta implicito all’utilizzo delle forme scorrette, in questo caso, facilitata dall’impercettibilità fonetica della “i” in questione.

Dal sito Treccani.it:

Recentemente si è però diffuso l’uso di scrivere le forme dei verbi in -gnare e -gnere anche senza ‹i› diacritica: disegnamo / disegniamo e disegnate / disegniate. Inizialmente rifiutato dai grammatici, quest’uso, attestato, specialmente sui giornali, per lo più tra le forme della prima persona plurale della prima coniugazione, è ormai accettato (a malincuore) a fianco di quello che prevede la ‹i› diacritica.

In buona sostanza ormai, è diventato possibile usare tutte e due le forme nello scritto. Ecco perché alcuni correttori lo modificano, e altri no.

Disegnare senza disegnare

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Foto: http://geyserofawesome.com/

Al corso di disegno parliamo spesso degli esercizi ideali da fare quando il tempo ci rema un po’ contro. Esercizi tra l’altro contenuti nella nostra fantasmagorica guida scaricabile online gratuitamente.

In questo post vi consiglierò degli esercizi di disegno dove non sarà nemmeno necessario prendere una matita in mano. Starete aggrottando le ciglia con aria di sospetto, ma posso assicurarvi che si può fare allenamento senza nemmeno disegnare, semplicemente perché esercitiamo la visione.

Quando siete in autobus, in metro o in treno (con discrezione eh…) osservate i volti dei passeggeri. Calcolate le proporzioni e divertitevi a fare prove per vedere se i conti tornano. Sarà bello e curioso vedere nei volti più asimmetrici le stesse proporzioni di quelli regolari. Osservate le differenze tra i volti degli adulti e dei bambini, riflettendo sulle diversità e scoprendo sempre cose nuove.

Quando vedete un gatto saltare dal muretto o un cane correre, ma anche un bambino dare un calcio a un pallone per corrergli dietro, immaginate delle linee che accompagnano quel movimento, senza pensare a un potenziale disegno ma soltanto concentrandovi sull’impressione del movimento. In questo modo familiarizzerete con la dinamicità delle cose e incrementerete il movimento nei vostri disegni.

Via via, vi accorgerete che i vostri lavori saranno sempre meno rigidi e sempre più collocati all’interno dello spazio in maniera efficiente.

Fate il gioco più vecchio del mondo: osservate le nuvole immaginando delle figure. Non solo è divertente, ma incrementa anche la nostra capacità immaginativa e perché no, magari potete scattargli una foto e poi stamparvela, per disegnare sopra a quello che avete immaginato.

Ci sono molti modi per non smettere di essere disegnatori, anche quando siete in blocco. Vi ho fatto un breve elenco, ma molti altri potete trovarli voi 🙂

Buona visione disegnatori!

Disegnare tra amici

 

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Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette. Olio su tela, 1876. Museo d’Orsay, Parigi.

Finalmente, complici i weekend fuori porta, siete riusciti a incontrarvi tutti insieme. Si sa, mettere d’accordo un gruppo di amici per vedersi una sera può essere davvero molto impegnativo. Ma ora eccovi qui, tutti intorno a un tavolo a bere birra fresca e a respirare il piacevole profumo dell’estate fuori in giardino.

Noi di 24H Drawing Lab vogliamo darvi qualche spunto utile per passare del tempo piacevole tutti insieme, e magari spegnare il cellulare accendendo gli animi.

DOPPI RITRATTI

Materiale:

  • Fogli di carta
  • Matite
  • Penne
  • Pennarelli

Posizionatevi uno davanti all’altro con fogli e matite: questo gioco funziona molto bene a gruppi di due e se siete pari vi divertite proprio tutti!

Iniziate a ritrarvi l’un l’altro senza guardare il foglio. State stretti con lo sguardo su di voi (si, vi farà ridere, ma è soprattutto questo lo scopo del gioco 😉 ) e delineate il volto di chi vi sta davanti. Non guardate mai il foglio! Altrimenti sarà meno divertente.

Mentre disegnate, cambiate passando da una matita a una penna, o magari da un pennarello a una matita, insomma: fate casino e non preoccupatevi del risultato, ma seguite l’istinto. L’obiettivo è divertirsi: sarà bello e divertente guardare i vostri ritratti bislacchi!

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

Materiale:

  • Un foglio di carta A3 o carta da imballaggio
  • Materiale da disegno vario (matite, penne, matite colorate)

Rimediate una superficie estesa su cui disegnare, può essere un pezzo di cartone o della carta da imballaggio, o magari un semplice foglio A3. A turno iniziate a disegnare qualcosa aggiungendo elementi (astratti e figurativi, non ha importanza). Giocate a turno, oppure tutti insieme nello stesso momento: sarà bello veder crescere un piccolo fregio realizzato insieme 🙂

VEDO NON VEDO

Materiale:

  • Fogli A5
  • Matite o penne

Ciascun giocatore inizia un disegno creando la testa di un personaggio e posizionandola nella parte superiore del foglio. Poi piega la parte che ha disegnato lasciandone visibile solo la parte finale per agevolare il disegnatore successivo ad agganciare il suo personaggio.

Passate il foglio al vostro vicino sulla destra, mentre il vicino alla vostra sinistra vi passerà a sua volta il suo foglio coperto.

Continuate il disegno iniziato dal vostro vicino con un altro piccolo intervento, dove proseguirete al di sotto della testa, magari disegnando il collo e il torace. Piegate dunque lasciando visibili gli allacci al passo successivo e passatelo nuovamente, mentre ne riceverete un altro, e così via.

Quando avrete finito lo spazio del foglio… srotolate i vostri capolavori e guardate che simpatici mostri avete creato 🙂

E ricordate che per i gruppi di amici il Drawing Lab conviene!

Buon divertimento!

Agnes Cecile | Disegno e gesto

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Foto: http://agnes-cecile.deviantart.com/gallery/23421000/watercolors

Oggi vi facciamo conoscere il lavoro di  Agnes Cecile: in questo video potete vedere come il disegno nasca anche dal gesto, e come il piacere nel realizzare un lavoro sia parte determinante per un buon risultato. Che è davvero ipnotico.

Potete scoprire di più sul suo lavoro seguendo il suo canale YouTube.

24/06/2017 | Disegna a Villa Sciarra insieme a una guida turistica

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Sulle pendici del Gianicolo si trova una delle più gradevoli ville di Roma: Villa Sciarra. Nel 2000 sono stati effettuati restauri che hanno riportato all’antico splendore il casino nobile, le diverse fontane che la adornano, il ninfeo eclettico, l’esedra arborea, restituendo alla villa le antiche suggestioni. Disegneremo accompagnati da una guida turistica, viaggiando nel tempo immersi nel verde.

Costo totale:
Euro 15,00 (materali esclusi)
Orario: 10/13

La quota comprende:
– Introduzione storico artistica alla Villa con Dario Danese guida turistica autorizzata di Roma e Provincia
– Workshop di disegno con le insegnanti di 24H Drawing Lab

Regolamento per le visite:
E’ consigliabile presentarsi almeno 15 minuti prima dell’inizio della visita.

​Ricordiamo a tutti gli interessati che la semplice partecipazione su Facebook non potrà essere considerata una prenotazione. Per completare l’iscrizione allo SketchCrawl è strettamente necessario compilare il form di prenotazione “PRENOTA QUI”, sul sito del Drawing Lab nella pagina “SketchCrawl con guida” (http://www.24hdrawinglab.com/sketchcrawl-con-guida.html).

La visita sarà confermata via mail qualche giorno prima, solo se verrà raggiunto il numero minimo di 5 partecipanti. In caso contrario la visita sarà annullata.

E’ possibile disdire la propria partecipazione entro le 48 ore precedenti la visita: i partecipanti che disdiranno dopo tale termine sono comunque tenuti a pagare la quota di partecipazione.

Materiali consigliati:
La tecnica di disegno è libera, tuttavia pensiamo possa esservi utile avere qualche consiglio sui materiali da portare:
– Album da disegno a grana fine per matita, grafite e carboncino
– Supporto rigido (va bene anche un album da disegno con fondo rigido)
– Matite morbide (2B, 5B, 8B)
– Grafite
– Gomma pane
– Gomma da cancellare
– Temperino