Lo sketchbook di Hiccup

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Lo sketchbook di Hiccup

Sarà che a noi piace vedere il disegno un po’ ovunque, ma proprio non possiamo fare a meno di dedicare un post allo sketchbook del simpaticissimo Hiccup, l’esile vichingo protagonista del celebre “Dragon Trainer”, in questi giorni al cinema alla sua terza uscita.

Siamo all’interno di un mondo fantastico, dove vichinghi e draghi si fronteggiano da secoli in quella che sembra essere una guerra senza fine. Il giovane Hiccup, che a differenza dei suoi non brilla certo per forza, è alla ricerca di una strada da percorrere per dimostrare il suo valore e in segreto tiene uno sketchbook dove prontamente annota le caratteristiche dei draghi che conosce.

Perché ci piace. Perché Hiccup si serve del disegno per conoscere: in linea con il genio leonardesco, non annota solo i nomi di ciascun drago catalogandone le diverse specie, ma anche le differenti caratteristiche di ciascuno, con la propria apertura alare e la stazza. Ne disegna i dettagli analizzandone il grado di offensività realizzando un vero e proprio prontuario che per natura somiglia moltissimo a una raccolta di studi leonardeschi. Praticamente un atlante di fisiognomica dei draghi, ad uso dei posteri.

Ad esempio nei disegni affiancati da annotazioni che descrivono ciò che stiamo osservando, oppure nel dettaglio tecnico accostato a quello visivo, come nei disegni delle strutture alari dei draghi, dove intercettiamo chiaramente gli studi sul volo del grande maestro di Anchiano.

C’è un altro elemento, che forse ha poco a che fare con il disegno ma certamente con il mito di Leonardo, che è la discrezione in fase di ricerca. Hiccup, infatti, realizza le sue indagini chiuso nella penombra della sua stanza per evitare il giudizio degli altri, che forse avrebbero compreso poco la sua ostinazione nel conoscere ciò che si teme.

Il fedele diario accompagnerà sempre il nostro piccolo eroe e sarà proprio grazie allo strumento di conoscenza per eccellenza, l’osservazione, che Hiccup riuscirà a vedere il nemico sotto una luce diversa e a cambiare il corso della storia. Perché il disegno lo aiuterà a tirare un po’ le somme e a capire che non tutto ciò che vediamo, è come appare. E che talvolta sostituiamo le nostre idee, alla realtà delle cose.

Ci piace pensare che anche il mondo dell’animazione abbia così reso il suo omaggio a Leonardo Da Vinci nei 500 anni dalla sua morte, in quella che è sicuramente una poetica e bellissima storia di amicizia e di incontro tra diversità.

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