L’importanza di avere un gruppo

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Il gruppo surrealista a Parigi. Da sinistra: Tristan Tzara, Paul Eluard, André Breton, Hans Arp, Salvador Dalì, Yves Tanguy, Max Ernst, René Crevel, Man Ray.

Chi ama l’arte non può non amare questa foto. Al giorno d’oggi, quando si parla di “fare gruppo”, si pensa subito a un gruppo Whatsapp perché è certamente una delle forme di comunicazione che ha rivoluzionato le relazioni interpersonali. Questo ci dà l’impressione (l’illusione?) di poterci sentire parte di un collettivo di persone che condividono con noi interessi e passioni, o semplicemente la nostra amicizia. Tralasciando la veridicità di questo genere di relazioni e cosa ne penserebbe Zygmunt Bauman in merito, è innegabile che sentirsi parte di un gruppo è un bisogno primario che ci consente di affermarci attraverso lo scambio di idee, le risate o semplicemente il bisogno di compagnia che ci offre il sentirci parte di una comunità.

Per un artista il confronto è quanto mai indispensabile, perché è un’ottima opportunità di avere uno sguardo oggettivo sul proprio lavoro e senza dubbio, un forte incoraggiamento nei momenti di difficoltà personale e creativa. Insomma, va da sé che sentirsi parte di un gruppo ha la sua importanza, ma quali sono i benefici reali che possiamo trarne? Abbiamo stilato una breve lista (secondo noi ce ne sono molti di più) che sicuramente ci aiuterà a metterne a fuoco i vantaggi reali e che dà alla foto di questo post un significato tutto particolare.

Parli con chi può capirti. E’ inutile tentare di spiegare la frustrazione che ci causa il non riuscire a raggiungere i nostri obiettivi, perché, al di là del bene incondizionato che possano volerci le persone che amiamo, difficilmente capiranno come mai è così importante riuscire ad ottenere un particolare colore sulla tela e perché. Invece chi condivide la nostra passione, ne condivide anche le problematiche conoscendole appieno, magari perché lui ci è passato prima di noi e si mostra disponibile ad offrirci il suo aiuto. Quando ho insegnato a disegnare a mio padre è stato molto importante per me sentirlo esclamare:”Adesso capisco quali sono le difficoltà che deve affrontare un artista. Sembra facile, ma non lo è per niente.” Dunque in un gruppo possiamo trovare chi, capendo le nostre problematiche può anche offrirci una strada per risolvere le fisiologiche difficoltà che incontriamo durante il nostro percorso creativo.

Trovi il tuo accordo. Se qualcuno dei lettori ha esperienze musicali può certamente capire quanto sia determinante nella formazione di un giovane musicista, il salto che avviene tra il suonare da soli e suonare in orchestra. La musica, come l’arte, è una forma di comunicazione non verbale che può aiutarci a trovare una personale armonia sintonizzandosi e accordandosi agli altri. E’ quando ci relazioniamo agli altri che miglioriamo davvero il nostro suono, perché è così che possiamo diventare esperti nel riconoscere le nostre discordanze: suonare in orchestra è prima di tutto un esercizio di costruttiva autocritica. Quando un artista guarda il lavoro di un altro artista, ne riconosce il valore e al contempo trova ciò che non sa di cercare e che in qualche modo può aiutarlo a generare soluzioni che non aveva considerato.

La responsabilità. Durante gli studi accademici, ricordo che trovai nel gruppo di artisti con cui mi ero avvicinata per affinità e simpatia, una soluzione pragmatica ai momenti di scarso entusiasmo ed era la responsabilità. Se è vero che io ero l’unica ad essere responsabile del mio lavoro, c’era una responsabilità condivisa che mi vedeva spontaneamente esserci anche per gli altri: prestando attenzione quando erano in difficoltà, studiando insieme a loro se non erano di madrelingua italiana o rispettando le scadenze nei progetti avviati insieme, che fossero di studio o espositivi. Se ci pensate, non è che amicizia. Responsabilità è una parola importantissima e talvolta sottovalutata – quando non addirittura fraintesa – ma che nei gruppi costruttivi può fare la differenza però.

Crescere insieme. A chi non è mai capitato di passare un po’ di tempo a rivedere vecchie foto tra amici? Una delle cose che dà maggiormente la dimensione del percorso fatto è vedere in modo tangibile il tempo trascorso insieme nei progetti realizzati, in quelli ancora da realizzare e che sono in incubazione da anni, o semplicemente nel nostro rivederci sempre insieme nel tempo: sapere che molto è stato fatto in passato ci fornisce la giusta motivazione per sapere chi siamo anche nei momenti “no”. E’ un consiglio che vi rigiro, ma quando sono giù di morale, vedo molto volentieri ciò che ho fatto per garantirmi, parafrasando Totò, che “è la somma a fare il totale” e tutto deve essere visto in un quadro di completezza.

Come sapete, noi di 24H Drawing Lab abbiamo a cuore e promuoviamo la socializzazione attraverso il disegno, e lo facciamo applicando degli sconti se frequentate con i vostri amici:  A noi piace moltissimo, al di là del disegno, pensare che ci siano in giro gruppi che ancora si vedono dal vivo condividendo passioni comuni. Giorni fa abbiamo realizzato un corso dedicato a un gruppo di amici (qui puoi scoprire come puoi organizzarlo anche tu) ed è stata una delle esperienze in assoluto più divertenti del nostro corso. La cosa più divertente è che si, è stato creato un gruppo Whatsapp, ma per coordinare gli incontri, perché questi amici si daranno appuntamento periodicamente per disegnare tutti insieme. Il programma è incontrarsi una volta a casa di uno e una volta a casa dell’altro portando un buon vino e qualcosa da mangiare, ma soprattutto fare serata insieme disegnando e trovando forme nuove per comunicare, lasciando il telefono in borsa.

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