Buon Ferragosto dal Drawing Lab :-)

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Telemaco Signorini, Marina a Viareggio, 1860 circa, olio su tela, cm 20×58,5, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi Piacenza

Sui colori di Telemaco Signorini vi auguriamo un Ferragosto il più fresco possibile e vi ricordiamo i nostri prossimi appuntamenti:

Roma, 8-9-10 Settembre 2017
Roma, 20-21-22 Ottobre 2017
​Milano, 27-28-29 Ottobre 2017
Roma, 10-11-12 Novembre 2017
​Roma, 2-3/9-10 Dicembre 2017 (4 giorni)

Info e iscrizioni: s.spizzichino@gmail.com | 338 49 15 242

Info e iscrizioni corso di Milano: rivka.spizzichino@gmail.com | 339 43 65 053

Sito web: www.24hdrawinglab.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/24hdrawinglab/

Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCG-U0rq0wBq63vTUgqjhQkA

L’arte è per tutti?

L’arte non è solo comprensione dei contenuti e analisi storica, ma anche sentimento. Le sensazioni legate all’apprezzamento della forma, per esempio, o all’empatia generata nel fruitore per i temi affrontati, o più semplicemente il senso di elevazione provocato dall’aver visto qualcosa che ci ha arricchiti intellettualmente, sono condizioni favorevoli per accrescere il nostro “sentimento d’arte” . Sentimento e empatia sono caratteristiche innate del genere umano, quindi mi sembra assodato che: sì, l’arte è senza dubbio per tutti. O meglio: a disposizione di tutti. Ma le strade che portano a vivere pienamente l’esperienza d’arte, sono tante. Sentirsi espulsi a priori da un ambito che – anche a causa di certi intellettualismi forzati di artisti che non mirano tanto alla comunicazione, quanto all’autoaffermazione – può provocare nell’utente un certo fastidio, lieve ma costante. Ma se ci troviamo in conflitto con l’arte, possiamo indagare un po’ la natura del problema, invece che restare in una perenne condizione di reticenza. Forse siamo in conflitto con gli artisti? E’ un problema di linguaggio visivo? Ci infastidisce che l’artista spesso voglia SOLO infastidirci?

L’arte e i suoi artisti, non devono piacerci per forza. Non siamo necessariamente persone migliori se conosciamo tutto di questo ambito. Ci sono stati tanti artisti che assumevano comportamenti deprecabili. Eppure erano in qualche modo ambasciatori della cultura. Ci sono tante cose da conoscere in effetti, e – come diceva il mio grandissimo professore di italiano al liceo: “Al mondo TUTTO è arte. O almeno tutte le cose più belle lo sono. Tutte le cose più noiose al mondo, per fortuna poche, sono quelle non legate all’arte. La musica è arte. Creare una sedia è arte. Intrecciare un cestino di vimini, è arte. La progettazione, è arte. Se al mondo non ci fosse arte, cosa ci resterebbe? La politica, l’economia, e poche altre cose. Ma comunque, anche in questi ambiti l’approccio potrebbe essere creativo”.

Diciamo che l’arte è di tutti, o almeno di chi la vuole. Per sapere se la “vogliamo” occorre però conoscere un pochino i suoi strumenti di lettura per non giudicare a priori.

Documentarsi un po’.

In primo luogo, sapere perché Manzoni faceva i propri bisogni nei barattoli, è un ottimo inizio. Se la prendono sempre tutti con lui, con Fontana e Duchamp, poverini! Pensate che ancora oggi quando i non addetti ai lavori contestano degli aspetti dell’arte, citano sempre la triade Duchamp-Manzoni-Fontana: NOME e COGNOME, pensate! Pensate alla forza della loro opera, e della loro eredità: non conoscono l’arte, ma questi tre… Ah se li conoscono. Appuntiamo subito una cosa: bisogna prima di tutto CONTESTUALIZZARE L’OPERA. Oggi – ma soltanto oggi – un’operazione come quella di Manzoni farebbe ridere chiunque, forse. Ma non possiamo affrontarla come un’opera sfornata nel 2017, perché si tratta di un’opera realizzata nel 1961. Già questo cambia tutto. Cambia tutto perché non avevamo ancora visto nulla, invece oggi siamo abituati a tutto. Ma se pensiamo che si tratta di una serie di 90 barattoli etichettati, numerati e firmati (una tiratura limitata firmata dall’artista), questo discorso torna ad essere incredibilmente attuale. Inoltre, sapere anche che il linguaggio dell’arte cambia negli anni con i nuovi apporti tecnologici, i nuovi materiali, ma anche i cambiamenti sociali è un punto importante da fissare. L’arte dell’ultimo secolo ha investito tanti nuovi linguaggi: è divenuta performace, installazioni site-specific, interventi d’arte, video arte, street-art e digital-art. Se l’ambito è sempre più vasto, bisogna anche dire che ce n’è per tutti i gusti. Scoprire cosa ci interessa e documentarci su quello, è un approccio sensato e riduce il senso di frustrazione legato al pensiero: “Quanta roba non so da dove iniziare”.

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Piero Manzoni

Sapersi orientare.

Orientiamoci quindi a quello che ci piace. Non importa (almeno all’inizio) avere conoscenze approfondite. Siamo capaci di provare una sensazione, no? Almeno la maggior parte degli individui lo sono 🙂 Mi piace o non mi piace, va anche bene. Se innesca un meccanismo di curiosità costruttiva, per cui iniziamo a fare un po’ di ricerca. E’ interessante fare questo percorso perché indica tante cose anche di noi, del perché ci piace quel genere o quell’artista. Perché siamo vicini a un tema piuttosto che a un altro? Perché ci rendiamo spesso conto che tutto quello che ci piace di più ha determinate caratteristiche? Come vedete non serve una laurea. Basta esser curiosi di noi stessi e ricettivi del mondo che ci circonda.

Trovare la nostra strada.

Ovvero la strada che ci porta al mondo dell’arte. Siamo artisti? Siamo mediatori d’arte (curatori, critici, galleristi)? Siamo collezionisti? Siamo fruitori appassionati? Spesso non abbiamo ancora individuato il modo giusto in cui approcciare a questo ambito. Molte persone si appassionano a un genere, a un’epoca, e poi intraprendono un percorso di studio attento e di giovane collezionismo. Al punto che questo aspetto diventa un percorso irrinunciabile nella bellezza, se per caso non si è soddisfatti del proprio lavoro. L’arte, è anche un investimento. Siamo appassionati di economia? Forse è quello il nostro approccio.

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Lucio Fontana

Ma riguardo all’astenersi dal mondo dell’arte, occorre anche fare presente un aspetto importante. La resistenza dei fruitori, a volte è mossa da un sentimento di giudizio nei confronti degli artisti. Questo succede perché in questo ambito, come in tanti altri, esistono i furbetti. Possiamo dire che l’artista (quello vero) è un ambasciatore di cultura, propone cambiamenti, sviluppa nel fruitore senso critico correlatamente ai fatti consistenti del mondo. Spesso in Italia l’artista viene considerato un perditempo di buona famiglia, ma generalmente non è così: solo alcuni artisti lo sono. In linea generale, senza che questo assuma l’intransigenza di una regola: diffidate dagli artisti che non sanno o non vogliono parlare del proprio lavoro. Dagli artisti sforna-opere. Dagli artisti che non conoscono il lavoro degli altri artisti. Dagli artisti onnipresenti in cerca di visibilità. Dagli artisti che spettacolarizzano la propria presenza nei posti, anche non legati all’arte (il cliché dell’ubriacone, del ritardatario, del vestito male o in modo eccentrico). Dagli artisti che supervalutano le proprie opere indipendentemente dal coefficiente di vendita. Dagli artisti incapaci di profondità autentica in un confronto di qualsiasi genere. Dagli artisti che copiano meramente il lavoro di altri artisti, precedenti o loro contemporanei (documentarsi è importante!). Perché anche tutti loro, alimentano il pregiudizio di molti su un ambito che sarebbe di per sé meraviglioso. E per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno.

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Vuoi conoscerci? Prossimi incontri.

 

CORSO DI DISEGNO A MILANO | 27-28-29 OTTOBRE 2017

LOCANDINA

A seguito delle numerose richieste il corso più sghinderleo del pianeta Terra finalmente sbarcherà a Milano! Ci troverete in una zona centralissima, e lavoreremo tutti insieme in un ambiente rilassato, amichevole e costruttivo. Stesso costo, stessi benefit di sempre! Siamo certe che sarà un’esperienza unica per ognuno di noi 🙂

Quando?

Il 27-28-29 Ottobre 2017!

Per questa splendida occasione ci ospiterà lo Studio Core, ad un passo dalla fermata MM3 Repubblica, e a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale.

Potete prenotare la vostra postazione da disegno compilando il FORM sul nostro sito. Nella casella “Iscrivimi al corso del mese di” basta indicare MILANO-OTTOBRE 2017.

Non ami i form oppure desideri maggiori informazioni?

Scrivi una mail a questo indirizzo rivka.spizzichino@gmail.com, oppure contattaci al numero 339 43 65 053 🙂

Vuoi conoscerci meglio?

Scarica la nostra guida gratuita! 80 pagine di consigli, tecnica e fantasia da gustare in allegria sotto l’ombrellone, oppure guarda la nostra intervista a RADIO RADIO 104.5!

Se imparare a disegnare è nella tua lista di buoni propositi, affrettati a confermare la tua partecipazione… I posti sono limitati!

Orari del workshop:

Venerdì 27/10: 11/14 – 15/19.

Sabato e Domenica 28.29/10: 10/13 – 14/18

24H Drawing Lab è un corso intensivo di disegno per chi non ha alcuna  preparazione tecnica e vuole incrementare le proprie capacità in poco tempo, ma anche per esperti che vogliono approfondire metodi innovativi legati alla percezione visiva. Basato sul Metodo Edwards, aiuta a naturalizzare il disegnare come si è naturalizzata la guida o la lettura. Il corso dura 24 ore e ha un costo complessivo di 160,00 euro sviluppandosi durante il weekend. Sono previste sessioni agevolate di tre giorni consecutivi da otto ore ciascuno per i corsisti fuori Roma, convenzioni con B&B e corsi individuali. Il materiale viene interamente fornito e resta dello studente a fine corso. Inoltre, gratuitamente e in base alla disponibilità dei posti, si può partecipare ai corsi successivi per disegnare in compagnia e continuare a esercitarsi. Sono previste agevolazioni e sconti per gruppi, per un numero massimo di dieci partecipanti.IDEALE ANCHE PER BAMBINI DAI 9 ANNI IN SU!

Imparare a disegnare da adulti

Antoine De Saint-Exupéry, illustrazione per Il Piccolo Principe

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta,

ma pochi di loro se lo ricordano.”

– A. De Saint-Exupéry


Una delle chiavi di ricerca più digitate su Google e che vi porta qui, è proprio quella che leggete nel titolo. È una curiosità comprensibile, perché molte delle cose che sappiamo fare e che sono universalmente fondamentali – ad esempio leggere e scrivere – le impariamo quando siamo davvero piccini.

Sono molto contenta, in questo post, di togliervi una curiosità che potrebbe aprirvi nuove strade, quelle delle opportunità, perché si può assolutamente imparare a disegnare da adulti e non solo (ed è questa la sorpresa): anche con una discreta facilità. Siamo abituati, a ragion veduta, a considerare i bambini delle spugne che imparano a fare cose complicatissime, per la loro tenera età. Le cose più difficili, come parlare, camminare e poco dopo leggere e scrivere, le impariamo davvero da cuccioli ed è sorprendente l’enorme potenzialità di un essere così minuscolo.


È altrettanto vero, però, che questo non dimostra di fatto che l’apprendimento da adulti sia in qualche modo ostacolato. L’adulto infatti, con il sapere e l’esercizio può imparare a fare bene qualunque cosa e il mondo è pieno di gente che non ha smesso di imparare a 107 anni: in assenza di problemi cognitivi particolari, essere adulti può diventare una scusa per restare dove si è piegando sogni nel cassetto senza tirarne fuori uno.

Ma come mai per un adulto sarebbe facile imparare a disegnare? La risposta è molto più semplice di quanto non crediate: perché la nostra mente, tenuta in allenamento, non smette mai di essere ricettiva. Anche da adulti, abbiamo tutte le facoltà cognitive necessarie per l’apprendimento del disegno, questo perché una volta sciolti i nodi sul piano percettivo – ed essere adulti forse è anche meglio per comprenderli – saper disegnare sarà una logica conseguenza.

Noi siamo un po’ tutti cresciuti con la falsa idea che le cose o le impari da piccolo o non le imparerai mai bene. Io stessa confesso di esser cresciuta con l’idea che fosse tardi fare qualunque cosa. Per il disegno non è affatto così, soltanto nella nostra gallery è pieno di adulti che hanno imparato.

Si tratta soltanto di rientrare in contatto con quel bambino che eravate un tempo: non solo scoprirete quanto potete diventare bravi, ma incontrare nuovamente quel bambino, sarà per voi un’esperienza di indefinibile bellezza.

Buon apprendimento!

NEXT STOP -> MILANO! 27.28.29 OTTOBRE 2017

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PEPPEREPEEEEE!!!! Amici di Milano e del nord Italia… Sono aperte le iscrizioni per il corso di Milano:

27.28.29 Ottobre 2017

Come sempre – anche se siamo in trasferta – non ci saranno costi aggiuntivi per chi ci frequenta! L’occasione quindi è davvero ghiotta 🙂

Prenota la tua postazione per imparare a disegnare in 24 ore, in una cornice splendida 🙂 Saremo a pochi passi dalla Stazione Centrale, e a soli 15 minuti a piedi dal Duomo!

Continuate a seguire la pagina e il blog per avere informazioni più dettagliate nei prossimi giorni per gli orari, i mezzi per raggiungerci e tutti i riferimenti di cui avete bisogno…

… Ma se siete proprio impazienti, basta chiedere info a rivka.spizzichino@gmail.com, oppure chiamate il numero 339/4365053.

Disegnamo o disegniamo?

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Piccola allieva | Courtesy of ADO

Chi di noi creativi non è stato colto da questo dubbio? L’irrequietudine ortografica aumenta esponenzialmente se si pensa che alcuni correttori automatici – come il T9 per i telefonini – correggono automaticamente “disegnamo” aggiungendo la “i”, e altri dispositivi no, mandandoci ancora di più in confusione.

Perché questo?

Per rispondere a questo interrogativo impellente come la fame notturna, abbiamo deciso di consultare i siti di due istituzioni della linguistica italiana: l’Accademia della Crusca e Treccani. Cominciamo col riferirvi che:

La forma corretta nello scritto prevede la presenza della “i” diacritica, sebbene nel parlato non sia necessaria da un punto di vista fonetico.

Detto questo, nella forma scritta spesso si tende a preferire le forme improprie a vantaggio della sintesi, ad esempio negli ambiti della comunicazione e nel giornalismo. Questo fenomeno, riscontrabile ovunque e in tutte le epoche, nel tempo offre una sorta di nullaosta implicito all’utilizzo delle forme scorrette, in questo caso, facilitata dall’impercettibilità fonetica della “i” in questione.

Dal sito Treccani.it:

Recentemente si è però diffuso l’uso di scrivere le forme dei verbi in -gnare e -gnere anche senza ‹i› diacritica: disegnamo / disegniamo e disegnate / disegniate. Inizialmente rifiutato dai grammatici, quest’uso, attestato, specialmente sui giornali, per lo più tra le forme della prima persona plurale della prima coniugazione, è ormai accettato (a malincuore) a fianco di quello che prevede la ‹i› diacritica.

In buona sostanza ormai, è diventato possibile usare tutte e due le forme nello scritto. Ecco perché alcuni correttori lo modificano, e altri no.

Disegnare senza disegnare

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Foto: http://geyserofawesome.com/

Al corso di disegno parliamo spesso degli esercizi ideali da fare quando il tempo ci rema un po’ contro. Esercizi tra l’altro contenuti nella nostra fantasmagorica guida scaricabile online gratuitamente.

In questo post vi consiglierò degli esercizi di disegno dove non sarà nemmeno necessario prendere una matita in mano. Starete aggrottando le ciglia con aria di sospetto, ma posso assicurarvi che si può fare allenamento senza nemmeno disegnare, semplicemente perché esercitiamo la visione.

Quando siete in autobus, in metro o in treno (con discrezione eh…) osservate i volti dei passeggeri. Calcolate le proporzioni e divertitevi a fare prove per vedere se i conti tornano. Sarà bello e curioso vedere nei volti più asimmetrici le stesse proporzioni di quelli regolari. Osservate le differenze tra i volti degli adulti e dei bambini, riflettendo sulle diversità e scoprendo sempre cose nuove.

Quando vedete un gatto saltare dal muretto o un cane correre, ma anche un bambino dare un calcio a un pallone per corrergli dietro, immaginate delle linee che accompagnano quel movimento, senza pensare a un potenziale disegno ma soltanto concentrandovi sull’impressione del movimento. In questo modo familiarizzerete con la dinamicità delle cose e incrementerete il movimento nei vostri disegni.

Via via, vi accorgerete che i vostri lavori saranno sempre meno rigidi e sempre più collocati all’interno dello spazio in maniera efficiente.

Fate il gioco più vecchio del mondo: osservate le nuvole immaginando delle figure. Non solo è divertente, ma incrementa anche la nostra capacità immaginativa e perché no, magari potete scattargli una foto e poi stamparvela, per disegnare sopra a quello che avete immaginato.

Ci sono molti modi per non smettere di essere disegnatori, anche quando siete in blocco. Vi ho fatto un breve elenco, ma molti altri potete trovarli voi 🙂

Buona visione disegnatori!