L’arte è per tutti?

L’arte non è solo comprensione dei contenuti e analisi storica, ma anche sentimento. Le sensazioni legate all’apprezzamento della forma, per esempio, o all’empatia generata nel fruitore per i temi affrontati, o più semplicemente il senso di elevazione provocato dall’aver visto qualcosa che ci ha arricchiti intellettualmente, sono condizioni favorevoli per accrescere il nostro “sentimento d’arte” . Sentimento e empatia sono caratteristiche innate del genere umano, quindi mi sembra assodato che: sì, l’arte è senza dubbio per tutti. O meglio: a disposizione di tutti. Ma le strade che portano a vivere pienamente l’esperienza d’arte, sono tante. Sentirsi espulsi a priori da un ambito che – anche a causa di certi intellettualismi forzati di artisti che non mirano tanto alla comunicazione, quanto all’autoaffermazione – può provocare nell’utente un certo fastidio, lieve ma costante. Ma se ci troviamo in conflitto con l’arte, possiamo indagare un po’ la natura del problema, invece che restare in una perenne condizione di reticenza. Forse siamo in conflitto con gli artisti? E’ un problema di linguaggio visivo? Ci infastidisce che l’artista spesso voglia SOLO infastidirci?

L’arte e i suoi artisti, non devono piacerci per forza. Non siamo necessariamente persone migliori se conosciamo tutto di questo ambito. Ci sono stati tanti artisti che assumevano comportamenti deprecabili. Eppure erano in qualche modo ambasciatori della cultura. Ci sono tante cose da conoscere in effetti, e – come diceva il mio grandissimo professore di italiano al liceo: “Al mondo TUTTO è arte. O almeno tutte le cose più belle lo sono. Tutte le cose più noiose al mondo, per fortuna poche, sono quelle non legate all’arte. La musica è arte. Creare una sedia è arte. Intrecciare un cestino di vimini, è arte. La progettazione, è arte. Se al mondo non ci fosse arte, cosa ci resterebbe? La politica, l’economia, e poche altre cose. Ma comunque, anche in questi ambiti l’approccio potrebbe essere creativo”.

Diciamo che l’arte è di tutti, o almeno di chi la vuole. Per sapere se la “vogliamo” occorre però conoscere un pochino i suoi strumenti di lettura per non giudicare a priori.

Documentarsi un po’.

In primo luogo, sapere perché Manzoni faceva i propri bisogni nei barattoli, è un ottimo inizio. Se la prendono sempre tutti con lui, con Fontana e Duchamp, poverini! Pensate che ancora oggi quando i non addetti ai lavori contestano degli aspetti dell’arte, citano sempre la triade Duchamp-Manzoni-Fontana: NOME e COGNOME, pensate! Pensate alla forza della loro opera, e della loro eredità: non conoscono l’arte, ma questi tre… Ah se li conoscono. Appuntiamo subito una cosa: bisogna prima di tutto CONTESTUALIZZARE L’OPERA. Oggi – ma soltanto oggi – un’operazione come quella di Manzoni farebbe ridere chiunque, forse. Ma non possiamo affrontarla come un’opera sfornata nel 2017, perché si tratta di un’opera realizzata nel 1961. Già questo cambia tutto. Cambia tutto perché non avevamo ancora visto nulla, invece oggi siamo abituati a tutto. Ma se pensiamo che si tratta di una serie di 90 barattoli etichettati, numerati e firmati (una tiratura limitata firmata dall’artista), questo discorso torna ad essere incredibilmente attuale. Inoltre, sapere anche che il linguaggio dell’arte cambia negli anni con i nuovi apporti tecnologici, i nuovi materiali, ma anche i cambiamenti sociali è un punto importante da fissare. L’arte dell’ultimo secolo ha investito tanti nuovi linguaggi: è divenuta performace, installazioni site-specific, interventi d’arte, video arte, street-art e digital-art. Se l’ambito è sempre più vasto, bisogna anche dire che ce n’è per tutti i gusti. Scoprire cosa ci interessa e documentarci su quello, è un approccio sensato e riduce il senso di frustrazione legato al pensiero: “Quanta roba non so da dove iniziare”.

manzoni

Piero Manzoni

Sapersi orientare.

Orientiamoci quindi a quello che ci piace. Non importa (almeno all’inizio) avere conoscenze approfondite. Siamo capaci di provare una sensazione, no? Almeno la maggior parte degli individui lo sono 🙂 Mi piace o non mi piace, va anche bene. Se innesca un meccanismo di curiosità costruttiva, per cui iniziamo a fare un po’ di ricerca. E’ interessante fare questo percorso perché indica tante cose anche di noi, del perché ci piace quel genere o quell’artista. Perché siamo vicini a un tema piuttosto che a un altro? Perché ci rendiamo spesso conto che tutto quello che ci piace di più ha determinate caratteristiche? Come vedete non serve una laurea. Basta esser curiosi di noi stessi e ricettivi del mondo che ci circonda.

Trovare la nostra strada.

Ovvero la strada che ci porta al mondo dell’arte. Siamo artisti? Siamo mediatori d’arte (curatori, critici, galleristi)? Siamo collezionisti? Siamo fruitori appassionati? Spesso non abbiamo ancora individuato il modo giusto in cui approcciare a questo ambito. Molte persone si appassionano a un genere, a un’epoca, e poi intraprendono un percorso di studio attento e di giovane collezionismo. Al punto che questo aspetto diventa un percorso irrinunciabile nella bellezza, se per caso non si è soddisfatti del proprio lavoro. L’arte, è anche un investimento. Siamo appassionati di economia? Forse è quello il nostro approccio.

3873315279

Lucio Fontana

Ma riguardo all’astenersi dal mondo dell’arte, occorre anche fare presente un aspetto importante. La resistenza dei fruitori, a volte è mossa da un sentimento di giudizio nei confronti degli artisti. Questo succede perché in questo ambito, come in tanti altri, esistono i furbetti. Possiamo dire che l’artista (quello vero) è un ambasciatore di cultura, propone cambiamenti, sviluppa nel fruitore senso critico correlatamente ai fatti consistenti del mondo. Spesso in Italia l’artista viene considerato un perditempo di buona famiglia, ma generalmente non è così: solo alcuni artisti lo sono. In linea generale, senza che questo assuma l’intransigenza di una regola: diffidate dagli artisti che non sanno o non vogliono parlare del proprio lavoro. Dagli artisti sforna-opere. Dagli artisti che non conoscono il lavoro degli altri artisti. Dagli artisti onnipresenti in cerca di visibilità. Dagli artisti che spettacolarizzano la propria presenza nei posti, anche non legati all’arte (il cliché dell’ubriacone, del ritardatario, del vestito male o in modo eccentrico). Dagli artisti che supervalutano le proprie opere indipendentemente dal coefficiente di vendita. Dagli artisti incapaci di profondità autentica in un confronto di qualsiasi genere. Dagli artisti che copiano meramente il lavoro di altri artisti, precedenti o loro contemporanei (documentarsi è importante!). Perché anche tutti loro, alimentano il pregiudizio di molti su un ambito che sarebbe di per sé meraviglioso. E per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno.

_

 

Vuoi conoscerci? Prossimi incontri.

 

NEXT STOP -> MILANO! 27.28.29 OTTOBRE 2017

20170721_130434

PEPPEREPEEEEE!!!! Amici di Milano e del nord Italia… Sono aperte le iscrizioni per il corso di Milano:

27.28.29 Ottobre 2017

Come sempre – anche se siamo in trasferta – non ci saranno costi aggiuntivi per chi ci frequenta! L’occasione quindi è davvero ghiotta 🙂

Prenota la tua postazione per imparare a disegnare in 24 ore, in una cornice splendida 🙂 Saremo a pochi passi dalla Stazione Centrale, e a soli 15 minuti a piedi dal Duomo!

Continuate a seguire la pagina e il blog per avere informazioni più dettagliate nei prossimi giorni per gli orari, i mezzi per raggiungerci e tutti i riferimenti di cui avete bisogno…

… Ma se siete proprio impazienti, basta chiedere info a rivka.spizzichino@gmail.com, oppure chiamate il numero 339/4365053.

TIPS&CHIPS | Online la guida per disegnatori scaricabile gratuitamente

“Il chiaroscuro può essere concepito come la dinamica nella musica”

da “Tips&Chips. Consigli gustosi per disegnatori golosi, pag. 18, par. 5 – Coloratura e tratteggio”.

foto guida web

Questo e altri consigli gustosi sono contenuti nella speciale guida che abbiamo preparato per voi. Pratica, leggera, responsive, gratuita. Consultala facilmente su tutti i device come computer, tablet e smartphone. Portala con te ovunque questa estate, e non perderai un giorno per migliorare la tua tecnica!

Scaricala subito cliccando a questo link: http://www.24hdrawinglab.com/scarica-la-guida-gratuita.html o cliccando sull’immagine 🙂

Buona lettura!

24H Drawing Lab ospite a RadioRadio 104.5

Cari disegnatori,

Le due facce buffe di 24H Drawing Lab sono state invitate in radio per parlare di disegno, percezione visiva e del perché spesso… Ci vietiamo di disegnare! Le insegnanti di disegno più sghinderlee del pianeta Terra hanno anche ricordato a tutti l’uscita online della guida Tips&Chips, ancora scaricabile gratuitamente dal sito www.24hdrawinglab.com 🙂

Potete vedere l’intervista cliccando sul video in alto, oppure potete ascoltarci per radio prossimamente (a breve vi diremo quando) sulle frequenze di RADIORADIO 104.5!

Vi ricordiamo che l’ultimo appuntamento per imparare a disegnare sarà nei giorni

16/17/17 giugno 2017 | Roma

Siete ancora in tempo per disegnare la vostra estate, dopo di che 24H Drawing Lab va in vacanza 🙂 Vi ricordiamo inoltre che restano attivi i corsi individuali per tutta l’estate, anche ad agosto!

Per disegnatori en plein air e non, ultima data estiva anche per lo SketchCrawl con guida autorizzata di Roma e Provincia:

24 giugno 2017 | Villa Sciarra, Roma

Buon corso e buona visione a tutti! 🙂

 

24H Drawing Lab su RADIO RADIO | 104.5

Amici disegnatori, mercoledì prossimo 24 maggio nIMG-20170522-WA0005.jpgon perdete la diretta radiofonica di RADIO RADIO 104.5 alle 18:00 in compagnia nientepopodimeno che… Delle vostre insegnanti!

24H Drawing Lab sarà infatti ospite del programma di Emilio Giordani, e sarà un’occasione per parlare di disegno e di metodi fantasmagorici che ci fanno diventare bravi a disegnare senza stressarci troppo … 🙂

Sintonizzate la vostra radio, autoradio, pc o cellulare alle 18:00 sulla frequenza 104.5 (826 per chi ci seguirà via SKY) e seguite l’intervista di Emilio Giordani a Sara Spizzichino e Rivka Spizzichino, che riveleranno in diretta una sorpresona che hanno preparato per tutti i corsisti e non… Sì, avete capito bene, è proprio un omaggio a tutti voi, per celebrare le 5 candeline del corso più amato del pianeta Terra ❤

ALFREDO PIRRI | I PESCI NON PORTANO FUCILI – MACRO TESTACCIO ROMA

P_20170507_154203_1.jpg

Quello che avanza – Alfredo Pirri 2017

Avete tempo fino al  4 giugno per visitare la straordinaria mostra I pesci non portano fucili, la prima antologica dedicata all’artista Alfredo Pirri.

Nell’opera di Pirri, l’arte è in relazione costante con l’aP_20170507_154546_1.jpgmbiente e con il fruitore, sfruttando al massimo la materia di cui l’opera stessa è composta. Il suo lavoro spazia infatti dalla pittura alla scultura, dai lavori su carta a quelli ambientali.

All’ingresso del padiglione del MACRO TESTACCIO la prima sorprendente opera ad accoglierci è l’installazione murale delle cianotipie, Quello che avanza (2017), una serie di 144 stampe. Ma certamente quello che colpisce di più in questo artista è la capacità di sfruttare la natura stessa dell’opera amplificandone la sua presenza nello spazio. Un esempio di questo sono le sculture a base dipinta che si riflettono sulle pareti bianche. Il colpo d’occhio le intercetta come delle sculture a neon, eredità culturale del dinamismo della Op-Art. In realtà, queste opere viste da vicino scardinano all’improvviso tutti gli intellettualismi forzati dell’arte dei grossi mezzi, facendoci soffermare sullo stupore della semplicità.

Lo stesso concetto è portato avanti con assoluta convinzione nell’installazione site-specific La Stanza di Penna (1999), opera in cui una rassegna di copertine di libri bianchi si irradiano reciprocamente del colore dei propri contenuti. Un’opera quella di Pirri sempre rivolta all’esistenza, dell’oggetto d’arte in sé e per gli altri, in relazione all’ambiente a alle persone.

Una mostra che torna all’empatia come origine della conoscenza. Intelligente, interattiva, sorprendente. Curata egregiamente da Benedetta  Carpi De Resmini e Ludovico Pratesi.  Da non perdere.

 

DISEGNARE CON LA LUCE | LORENZO IMPRESCIA IN MOSTRA A ROMA

17190995_10212285695396764_8419197413695733610_n.jpg

Ruta 40 | Invito

Avete tempo fino al 25 marzo per visitare l’Argentina… Al centro di Roma. Basta andare a via del Pellegrino 165 – alla Libreria del Viaggiatore – dove venerdì scorso si è aperta la mostra fotografica di Lorenzo Imprescia, fotografo dall’occhio attento al paesaggio, con una cura tecnica molto raffinata. Sarete coinvolti dall’assoluta competenza con la quale ha stampato questa serie di fotografie su carta baritata!

IMG-20170317-WA0010.jpg

Ruta 40 | Opening

Imprescia ci porta in viaggio con la sua Leica M3, regalo frutto del “mancato incontro” con suo nonno paterno, che morì prima che lui nascesse. Come diciamo spesso al corso, e come osservava Suzanne Phillips nella sua presentazione, la ricchezza di questo progetto fotografico nasce proprio dall’importanza di un vuoto. Come quei vuoti ai quali diamo spesso importanza a lezione di disegno, solo estesi ad un significato molto più metaforico.

IMG-20170317-WA0008.jpg

Ruta 40 | Opening

Le fotografie di Lorenzo Imprescia ci portano in un itinerario di viaggio mozzafiato, che attraversa l’Argentina fino al confine con la Bolivia. Una serie di stampe ai sali d’argento su carta baritata vi faranno da mappa in questa escursione visiva da vivere con attenzione, lasciandovi suggestionare dalle altezze, dalle vedute, e dai livelli di profondità naturali che chi vive in città ha ormai dimenticato. Si può godere dell’assoluta (o quasi) assenza dell’uomo in paesaggi incontaminati, dove nemmeno un traliccio disturba la visuale. La scelta della pellicola in questo progetto sembra completare il senso stesso dell’opera, immersi nel silenzio in cui si può distinguere soltanto la Natura, e che fa dimenticare – finalmente – quel digitale insistente che abbiamo falsamente messo tra i bisogni primari dell’uomo.

_

Ruta 40 | Fotografie di Lorenzo Imprescia

Libreria del Viaggiatore

Via del Pellegrino 165, Roma

Ingresso gratuito.

Fino al 25 marzo 2017