Gli Elementi del disegno, John Ruskin

“Osserva, all’esterno e all’interno di una comune tazza bianca, o di una ciotola, le ombre che ne evidenziano la curvatura e la cavità (se puoi procurarti delle porcellane bianche non smaltate, ti serviranno ottimamente come modelli), poi le ombre sulle pieghe dei panni bianchi, e sarai gradualmente portato a notare le transizioni più sottili della luce che aumenta o diminuisce sulle superfici piane. Infine, quando il tuo occhio si sarà affinato, vedrai le gradazioni del colore di ogni cosa in natura.

Ma non sarai in grado, ancora per un po’ di tempo, di disegnare oggetti che presentano gradazioni di tinta svariate e complesse; e non è certo un presagio infausto per i tuoi futuri progressi, né per l’uso che farai dell’arte, se il primo traguardo che ti proponi è un pezzetto di cielo. Scegli dunque una stretta porzione di cielo al tramonto che puoi vedere abitualmente, tra i rami di un albero o tra due comignoli, o nell’angolo della finestra che preferisci, e cerca di ombreggiare un pezzetto di carta bianca con la stessa gradualità del cielo – non con la stessa tenerezza, no, non puoi farlo senza colori, anzi nemmeno con essi, però lo puoi fare con la stessa gradualità; o almeno, se perdi la pazienza con le tue righe e le macchie d’inchiostro, nel guardare la bellezza del cielo sarai divenuto più consapevole di tale bellezza, e questa è cosa di cui essere riconoscenti.”

John Ruskin, Gli elementi del disegno.

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