SI PUO’ DISEGNARE SENZA STRESS?

drawing-hands

M.C. Escher, Drawing hands

Per alcuni sembra una condizione esistenziale irraggiungibile, invece si: si può disegnare senza stress.

Come?

Prima di tutto, una volta che avete sistemato la vostra scrivania, il vostro tavolo da lavoro, che avete temperato le matite e le avete allineate accanto a voi, insomma una volta riposte tutte le vostre aspettative in questo disegno, chiedetevi:

“E’ forse questo l’unico disegno che realizzerò nella mia vita? E’ davvero l’unico disegno esistente sulla faccia della terra, e il mondo intero ha riposto nella sua buona riuscita tutto il suo futuro?”

Una volta risposto a queste domande, forse vi rilasserete un po’. 🙂

Non è forse il primo e non sarà certamente l’ultimo dei disegni che farete nella vostra vita, e non c’è ragione di caricarlo di così tanta responsabilità (poveretto!).

Comunque vada, sarà un successo. La prima cosa da fare per eliminare un po’ di stress è distogliersi dalla riuscita e maturare un sano distacco dal risultato. Vi è mai capitato nella vita di accanirvi così tanto per cose che non andavano mai come volevate, e di raggiungere invece grossi risultati per situazioni che hanno richiesto pochissimo impegno da parte vostra? Nel disegno funziona in modo molto simile: se mettiamo un grande carico emotivo nella buona riuscita, rischiamo di incastrarci in risultati deludenti e soprattutto, non ci godiamo il viaggio.

Se non va come dico, non significa che è andata male. Una logica conseguenza dal distacco del risultato, sarà una certa flessibilità nel considerare ciò che è venuto bene, oppure male. Molte (che dico molte, moltissime) volte al corso di disegno, mi rendo conto che mi trovo a dover dire:”Guarda che così va bene, puoi chiuderlo questo disegno”, e come risposta ricevo:”No, no: devo migliorarlo.”. Quello di cui mi sono resa conto, è che alcuni sviluppano un’idea troppo precisa di come dovrebbero andare le cose, e così anche di come dovrebbe uscire un disegno. Se qualcosa non va come diciamo noi, non significa che è andata storta! Quindi occhio alle rigidità 😉

Nella mia storia personale di artista, confesso di aver patito molto l’ansia del risultato, senza considerare che era poco più che un falso problema. Questa ansia mi incatenava a fare le cose “fatte bene” (secondo chi?), sottoponendomi a un giudizio che era solo mio e che era tutt’altro che magnanimo. Un conto è capirlo, che è un falso problema, un conto è sentirlo. Con questo non voglio assolutamente dire che non bisogna puntare al miglioramento e impegnarsi per ottenere dei risultati, ma c’è un confine da riconoscere tra una sana autocritica, e una controproducente ipercritica.

Il mio consiglio è di disegnare consapevoli che non sarà né il primo, né l’ultimo dei disegni che farete e che la perfezione è di per sé una deriva, non una mèta auspicabile: abbiamo una gomma per cancellare gli errori, ma ricordiamoci che il disegno perfetto non esiste: possiamo solo imparare a “sbagliare meglio”, di volta in volta.

Buoni errori 😉

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