CHI E’ PORTATO PER IL DISEGNO, SA DISEGNARE QUALSIASI COSA?

Eehh, ma che bella domanda vi siete posti… e con questa siete atterrati sul nostro blog.

Dunque, è una risposta che contiene delle ambiguità, ma credetemi se vi dico che non è una risposta così matematica… In linea di massima, la prima cosa che verrebbe da rispondere, è si: certamente, uno che è portato a disegnare, sa disegnare qualsiasi cosa.

Ma ci sono riserve non trascurabili, in merito.

Certamente, chi sa disegnare possiede, al di là di tutto un know how di base, che gli consente di applicare al giusto momento le tecniche fondamentali del disegno, acquisite nel corso del tempo, attraverso gli studi e l’esperienza. Questo sicuramente facilita la migrazione tra una diversa tipologia di disegno e l’altra, ma purtroppo non è sufficiente a far si che un bravo disegnatore sappia disegnare qualunque cosa… magari!

Noi del Drawing Lab esistiamo da due anni (proprio in questi giorni!), e nel corso della nostra esperienza, abbiamo visto passare tra i nostri cavalletti diverse tipologie di disegnatori: l’artista paesaggista di Piazza Navona che voleva incrementare le sue conoscenze nell’ambito e smussare l’ansia del foglio bianco, più di un fumettista, dove uno tra questi si sentiva “ingabbiato” nella vignetta e voleva per un po’ rompere quei limiti, disegnando “come Leonardo”, senza confinare il disegno in un perimetro e restituendoci quella realtà e bellezza, che troviamo nel disegno accademico dal vero. Entrambi, non hanno mostrato alcuna difficoltà a passare da un disegno che ben conoscevano, a un altro da conoscere meglio, allo stesso tempo hanno avuto bisogno di nuove informazioni per capire come disegnare diversamente.

Un altro fattore non trascurabile, è l’innamoramento: io disegno meglio qualcosa che amo osservare. Seguendo questo concetto, ciascun disegnatore può disegnare bene ogni cosa, purché se ne innamori, altrimenti la noia regnerebbe sovrana (e non è alleata, nella buona riuscita di un disegno).

Questo dimostra che anche il disegnatore esperto, proprio perché è bravo, ha bisogno di aggiornarsi e di uscire da quello che fa di solito, e dimostra anche che non sempre si hanno tutti gli strumenti necessari per passare da una tipologia di disegno a un’altra con una discreta nonchalance. Per i miei studi accademici, posso dirvi con una certa sicurezza che sebbene non incontri nessuna difficoltà nel disegno figurativo accademico, non posso dire la stessa cosa per il disegno architettonico a mano libera, ad esempio, o per il fumetto. Ma posso certamente dirvi che, come anche io ho fatto i miei aggiornamenti in passato e continuo a farne, non penso avrei particolari difficoltà a migrare da un ramo del disegno a un altro.

Credo che le nozioni fondamentali del disegno siano perlopiù percettive, e che la tecnica possa essere continuamente incrementata. Una volta conosciute le basi del disegno, si potranno aprire strade, in un mondo che mai come altri non è né bianco né nero, ma fatto di tante, meravigliose sfumature.

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