DISEGNARE RITRATTI SOMIGLIANTI

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Autoritratto prima e dopo il corso

Eh lo so, lo so. E’ un problemone.

Tra le chiavi di ricerca con cui ci avete cercato, spunta questo. Eh, comprensibile: chiunque appassionato di disegno vorrebbe poter disegnare dei ritratti somiglianti.

Potrei dilungarmi per ore nel parlarvi di misure, di proporzioni, di simmetrie (perlopiù inesistenti) ecc… Ma vi annoierei e rischio che su questo blog non ci tornate più. D’altra parte chi non si è mai profondamente annoiato nel sentirsi rifilare una serie innumerevole di regole da seguire?

Di base, il disegno ha si, delle regole, ma è anche vero che lentamente queste regole vanno un pò dimenticate. O meglio: vanno interiorizzate al punto da non doversi più chiedere quanto misura questo, quanto misura quello. Vi faccio un breve esempio: quando imparate a guidare, all’inizio state attenti ai semafori rossi, a girare la testa prima di partire, perché si sa, non basta mica guardare lo specchietto, e se non girate la testa venite bocciati all’esame! Beh, semplicemente guidando, il vostro cervello immagazzina queste informazioni, le registra facendole proprie, così non dovete più stare lì a chiedervi se il semaforo è rosso o verde, semplicemente vi fermate istintivamente al segnale rosso.

Con il disegno funziona più o meno allo stesso modo. Disegnare un ritratto somigliante presenta molte meno difficoltà di quello che possiate immaginare, se solo osservate attentamente quello che avete davanti, e disegnate ciò che vedete, anche se non ci credete. Al corso parliamo sempre, col rischio di diventare noiosi, del bagaglio di figure simboliche che la nostra mente ha immagazzinato e che interferiscono nella buona riuscita di un disegno, come ad esempio gli occhi, che vengono un pò buttati via come fossero mandorle. In realtà, se prendessimo cento paia di occhi, nessuno risulterebbe uguale all’altro! Anzi, neanche lo stesso paio di occhi è veramente lo stesso, quindi pensate un pò… L’importante è abbandonare queste forzature che la nostra mente ci propone per semplificarci la cosa (“Ma su dai, si sono due occhi, gli occhi hanno più o meno una forma di mandorla, disegna due mandorle e finisce la storia! Quanto vuoi starci ancora su sto disegno?!”). In realtà ce la complica e anche di molto, perché alla fine non siamo contenti del risultato e tendiamo a scoraggiarci.

Questo è proprio il fulcro di 24h Drawing Lab: quello che ripetiamo fino alla noia (e non lo ripeteremo mai abbastanza) è di disegnare quello che vedete, anche se non ci credete. Naturale che se proprio proprio proprio non ci volete credere, allora vi conviene misurare per tagliare la testa al toro. Davanti alla misura la nostra mente si arrende: è così e basta, e non c’è simbolo che tenga. E’ la voce suprema della matematica che ce lo impone. Dunque ogni volta che siete in dubbio, misurate ogni cosa in relazione all’altra, oppure aiutatevi con una matita facendo scorrere il pollice sulla sua lunghezza, stendete bene il braccio e mi raccomando, fate che sia ben teso, perché il rischio è quello di fletterlo e prendere con questo continuamente misure diverse!

24H Drawing Lab è principalmente concentrato su come eseguire bene dei ritratti somiglianti, se siete ancora curiosi di scoprire come fare, divertendovi e con semplicità iscrivetevi alle prossime date romane, il 17-18/24-25 maggio 2014!

Info e iscrizioni su www.24hdrawinglab.com

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