COME FARE RITRATTI SOMIGLIANTI

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Certo è una bella soddisfazione riuscire a fare dei ritratti somiglianti, sicuramente a molti di voi sembrerà impossibile e devo ammettere che anche io, quando guardo un bravo violinista suonare mi dico:”E’ talmente bravo che sembra facile…”. Invece ogni volta che ho azzardato a prendere in mano un violino sembrava che stessi torturando un gatto. Dovete sapere che gli artisti, i bravi disegnatori, non è che la “fanno facile”, semplicemente hanno adottato un metodo di lavoro efficace. Il nostro caro Piccolo Principe, ci insegna che tutte le cose sono difficili, prima di diventare facili, e questo è il mio motto personale, dunque gambe in spalla e matite in mano: come si fa a fare un ritratto somigliante?

Per prima cosa osservate chi avete davanti, datevi il tempo di capire e non abbiate troppa fretta di disegnare. Il principio fondamentale di un ritratto somigliante è capire in maniera oggettiva e realistica cosa stiamo osservando. Disegnate quello che vedete, anche se non ci credete: davvero questa forma è così? Disegnatela come la vedete. A volte tendiamo a far troppo riferimento a forme simboliche che ormai si sono depositate nella nostra testa, ad esempio l’associazione occhio/mandorla. In realtà se prendete cento persone, nessuna di loro avrà gli stessi occhi! Il segreto è fare in modo che il vostro emisfero creativo, quello più indicato per disegnare, non venga soffocato da quello razionale.

Potrei darvi una serie di misurazioni, di tecniche che risulterebbero lunghe e estremamente noiose, e infatti non lo farò, perché se disegnate quello che vedete, non avete bisogno di regole.

Al corso ci mettiamo 24 ore per spiegare bene questo tipo di “salto”, ma vi assicuro che all’Accademia di Belle Arti c’è ancora gente che non ha capito che il disegno è basato sull’osservazione.

Torneremo ancora sul ritratto somigliante, anche in base alle curiosità dei nostri studenti: è molto utile confrontarsi e risolvere i misteri misteriosi.

Un ultimo suggerimento tecnico: tenete sempre la matita di dorso, quando disegnate, e non di punta: riuscirete così a lavorare tenendo sempre a mente i volumi e a non circoscrivere erroneamente tutto dentro le linee, noi mica siamo fatti di linee, ma di un alternarsi di luci e ombre, oltre che della stessa pasta di cui son fatti i sogni (cit.).

 24H Drawing Lab

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